Spal, pareggio all’ultimo respiro
Lega Pro. Ad Arezzo va due volte in vantaggio, viene superata, poi agguanta il 3-3 al 96'
AREZZO. La Spal mantiene il solitario primato in classifica, e questo lo si sapeva da sabato, dal pareggio nello scontro diretto tra le immediate inseguitrici Pisa e Maceratese. I biancazzurri hanno 2 punti di vantaggio su marchigiani, perché ieri ad Arezzo hanno rimediato un pareggio ormai insperato, proprio sui titoli di coda. La zampata finale di Cellini, al 96', ha posto rimedio a regali che sono costati almeno un paio di gol, quelli decisivi. Quelli che stavano rovinando tutto, visto che la squadra di mister Semplici per ben due volte era andata in vantaggio, senza però riuscire - appunto - a difendere la dote.
Spal in campo con tante variazioni. In difesa rientrano Lazzari e Gasparetto, quest’ultimo dopo l'assenza per infortunio e gli lascia spazio Ceccaroni, con Silvestri che passa sul centro-sinistra; il terzino sinistro lo fa Beghetto, con Mora mezz'ala a detrimento di Di Quinzio, spedito in panchina; centrocampo completato con De Vitis e Castagnetti; in avanti, Finotto preferito a Cellini come partner di Zigoni.
Arezzo con modulo speculare, è un 5-3-2 visto che Tremolada fa la mezz'ala destra anche se poi si muove a tutto campo. Sono i toscani ad imprimere ritmo ed a cercare il gioco, ed il fulcro è proprio Tremolada. La Spal, per la prima volta nella stagione, appare in difficoltà: schiacciata all'indietro, incapace di venir su, di essere fluida. Al 12' fallo di Cottafava, al limite, su Cori: la punizione "a giro" di Tremolada viene ribattuta da Branduani. Al 18' Bentancourt va giù in area e chiede il rigore, ma l'arbitro lascia proseguire. Col passare dei minuti, però, la Spal si scuote, cresce, inizia a pungere. Al 19' cross di Lazzari, respinta corta della difesa e botta di Mora: Baiocco respinge, palla a Lazzari per lo shoot che costringe il portiere aretino alla deviazione in angolo. Al 26' De Vitis apre per Lazzari sul cui cross una leggera deviazione taglia fuori sia Finotto che Zigoni. Scocca il 38' quando Mora lancia Zigoni che fa sponda per l'inserimento in area di Finotto: conclusione di sinistro, leggera deviazione e Baiocco oppone i pugni. Il gol è nell'aria e giunge puntualmente: al 40' Lazzari pesca Zigoni in area ed il centravanti (spalle alla porta) fa la cosa più difficile - e bellissima - controllando di petto, girandosi sul proprio lato sinistro e tirando rasoterra, in diagonale, di destro, senza scampo per Baiocco. Un capolavoro. Il vantaggio andrebbe difeso con le unghie, invece dura pochissimo. E la Spal subisce il pareggio quando il the sta già fumando, al 45'. Sulla fascia sinistra viene lasciato spazio per il cross di Tremolada che la mette sul primo palo dove Bentancourt in scivolata anticipa Cottafava e la mette dentro.
Dopo l'intervallo la Spal torna in campo con ben altro piglio complessivo. Subito aggressiva, ricca di iniziativa, padrona del campo. Bella, da applausi. Prima Finotto spreca l'invito lungo di Castagnetti, poi - al 7' - lo stesso Castagnetti avanza e dalla lunga distanza scarica un sinistro micidiale che manda il pallone nel "sette". Il nuovo vantaggio e la verve biancazzurra si esauriscono però alla svelta. In tre minuti succede di tutto: al 14', sugli sviluppi di un corner, Carlini si inserisce in area spallina e viene agganciato da Castagnetti. Rigore, che Tremolada trasforma con classe. Al 17' ancora Castagnetti perde palla, nella propria trequarti, a profitto di Tremolada che s'invola e poi estrae dal cilindro un sinistro "a girare", rasoterra, sul palo più lontano: 3-2, partita ribaltata. La Spal pare smarrita. E' il 28' quando Semplici toglie Beghetto per Di Quinzio, arretrando Mora. Poi entra Cellini al posto di Silvestri e si passa al 4-3-3. Proprio Cellini, al 38', ha la palla buona ma tira su Baiocco in uscita bassa. Dopo non si gioca più, l'Arezzo si perde in sceneggiate continue, la Spal protesta per un mancato rigore al 50'. Ma proprio in ultimo Cellini trova la zampata mortifera. Finisce con un pareggio che vale oro. Avanti, la Spal ha mille vite.
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