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Spal, una piccola flessione è fisiologica

di Paolo Negri ; di Paolo Negri
Spal, una piccola flessione è fisiologica

In Toscana punto di carattere: squadra in vetta dall’inizio, primato logico. Ora un ultimo sforzo poi la sosta sarà benvenuta

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FERRARA. Eziolino Capuano dice di credere in Dio e non nella cabala, quella da più parti evocata per spiegare gli otto risultati che l’Arezzo ha compromesso subendo gol oltre il 90’. Sostiene anche, il pittoresco allenatore degli amaranto toscani, che la sua squadra è quella che il popolo vuole. E afferma che la Spal non merita il primo posto in classifica.

Noi non scomodiamo l’Altissimo per banali questioni calcistiche. E invitiamo Capuano a farsene una ragione: la Spal merita eccome il primato. Lo merita senza ombra di una minima possibile contestazione. Lo merita perchè è in testa dalla prima giornata, e dopo quindici turni comanda con 2 punti di vantaggio sulla seconda (la Maceratese) e 3 sul Pisa, terzo. Lo merita perchè ha il miglior attacco del girone, la miglior difesa, il maggior numero di vittorie, il minor numero di sconfitte, ed anche perchè nessuno ha conquistato tanti punti esterni - 14 - quanti ne hanno messi in saccoccia gli uomini di mister Semplici. Infine, la Spal ed il suo allenatore domenica ad Arezzo hanno dato una lezione di stile ai dirimpettai. Potranno aver avuto dei passaggi a vuoto, hanno sicuramente rischiato - molto concretamente - di perdere, ma hanno pareggiato con merito, dimostrando di possedere huevos di dimensioni galattiche, mantenendo il minimo di necessaria lucidità fino all’ultimo disperato assalto, mentre da minuti e minuti tutto si stava giocando tranne una partita di calcio, tra palloni spariti, svenimenti improvvisi e prolungati, raccattapalle spariti (ci perdoni il presidente Mattioli, ma riteniamo che la Spal non debba proprio mutuare tali atteggiamenti). Fortuna? Ma quale fortuna! O forse sì, ma allora era stata sfortuna quella di sette giorni prima contro l’Ancona.

Il... «derby delle squadre delle banche fallite», come Arezzo-Spal è stato definito da qualche tagliente lingua toscana prima della gara ed in ovvio riferimento a Banca Etruria e Carife, è finito con un pirotecnico 3-3, e tornando su un piano prettamente calcistico va detto, in chiave spallina, che segnare tre gol in trasferta e non vincere è sicuramente riprovevole. Tre reti tutte in una volta, tra l’altro, la Spal non le aveva mai incassate. Tre reti conseguenza di un’errata lettura collettiva, poi di un errore... e mezzo individuale. Ma è vero che per il resto l’Arezzo in pratica non ha mai tirato. Ed è altrettanto vero che la Spal di occasioni ne ha create a iosa, pur non giocando con la fluidità dei giorni migliori. Anzi, in avvio i biancazzurri sono parsi in difficoltà (nello stare in campo, nell’uscire, nell’articolare il gioco) come mai quest’anno. Dopo no, dopo si sono ripresi. Prima di quei tremendi due/tre minuti, nella ripresa, dopo il secondo vantaggio spallino, che potevano compromettere tutto. Sono queste le cose su cui riflettere. Sul sentore di un calo complessivo, di minor freschezza, di maggiori difficoltà fisiche di molti. Le cifre vanno in questo senso: le ultime quattro gare hanno prodotto una media punti inferiore al precedente (ottimo) standard. Ci sta; è fisiologico che capiti, nell’arco di una stagione. Se Semplici ha deciso per un allenamento in meno, questa settimana, forse vuol dire che ha visto tali segnali L’importante è saper gestire questi momenti. Va fatto un ultimo sforzo, domenica al “Mazza” contro il Teramo. Poi la sosta arriverà a puntino. L’ideale sarebbe andarci in posizione di forza. Ancora.

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