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Mourinho esonerato dal Chelsea

Mourinho esonerato dal Chelsea

Lo Special One paga le nove batoste e la frattura con la squadra. In arrivo Hiddink

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LONDRA. Sette mesi per smarrire la spocchia di chi si sente speciale e ritrovarsi esonerato: non più Special One, non più Happy One, José Mourinho è soltanto l'infelice licenziato. Solo lo scorso maggio vinceva la sua terza Premier League, un mese più tardi Roman Abramovich gli rinnovava (e arricchiva) il contratto fino al 2019. Era tornato nell'estate 2013 per restare, sviluppare un progetto di squadra a lungo termine. La crisi del terzo anno gli è costata la panchina: nove sconfitte in 16 giornate, 16esimo posto in classifica, un solo punto sopra la zona retrocessione. Lo scorso ottobre, quando la crisi dei Blues era già acclarata, Abramovich gli aveva rinnovato la fiducia. Un gesto insolito per il magnate russo che per molto meno in passato aveva licenziato i suoi tecnici. Ma Mourinho era ancora intoccabile: per il suo carisma, la mancanza di alternative, l'amore incondizionato del pubblico, e - non ultima - l'enorme liquidazione che gli dovranno ora pagare (40 milioni di euro). Fatale a Mou, più dell'ultima sconfitta contro il Leicester di Claudio Ranieri, la netta sensazione, di settimana in settimana sempre più destabilizzante, della frattura con parte dello spogliatoio. Da Eden Hazard a Diego Costa a Oscar: protagonisti assoluti della cavalcata dell'anno scorso, semplicemente irriconoscibili quest'anno. Una stagione fin qui nerissima, cominciata male dalla primissima uscita, la finale persa di Community Shield contro l'Arsenal. Poi lo scontro con il medico Eva Carneiro, accusata (e in seguito allontanata dalla prima squadra) di «ingenuità». Prima giornata e prime polemiche. Seguite, con puntualità settimanale, alle solite con gli arbitri. Multato e poi squalificato per le sue tirate anti-arbitrali, il 52enne di Setabul ha continuato a puntare il dito contro tutto e tutti pur di nascondere i risultati mediocri. Fin quando ha smesso di difendere i suoi giocatori, prendendone anzi le distanze. Inevitabile, è infine arrivato l'esonero. A sostituirlo potrebbe essere Guus Hiddink.

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