La Nuova Ferrara

Sport

Bondi, prima sbadigli poi gli applausi

Bondi, prima sbadigli poi gli applausi

Con il fanalino di coda Matera avvio spento Dopo l’intervallo una prova convincente

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Poteva essere un match insidioso, ma alla fine, dopo essere stato anche noioso, si è rivelato un match gustoso. Perché ciò che conta per la Bondi è la vittoria. Che rende tutto dolce e gradevole. Poi poco importa se la formazione estense ha dovuto faticare almeno due quarti per capire da che lato prendere in mano una partita eterea, sfilacciata, sfuggente, senza troppi contenuti e, soprattutto, senza un padrone. Perché Matera è andata subito avanti, ma non ha mai dato l’impressione di avere realmente in mano la gara o di avere quel piglio necessario per punire davvero una Bondi che, all’inizio, è stata incapace di segnare e prendere rimbalzi, e che sembrava condannata a soffrire per quaranta minuti. Invece le cose sono cambiate. E il motore della Bawer, dopo qualche accelerata di troppo, ha cominciato a perdere giri, mentre Ferrara ha finalmente aggiustato la mira e mischiato un po’ le carte.

Ma soprattutto ha trovato quell’alternanza di gioco interno ed esterno che le ha dato modo, anche in passato, di essere davvero pericolosa e letale. Matera ha retto un po’ anche nella ripresa, ma dopo qualche rilancio ha visto i tubi di scappamento della Bondi fuggire via. Tanto che nel quarto periodo la gara è stata sostanzialmente sempre in mano a Ferrara, che ha pure trovato il tempo di fare qualche azione spettacolare, sostituendo gli sbadigli del primo quarto agli applausi dell’ultimo. In mezzo, anche il tempo per far giocare il baby Ghirelli e dare spazio, per la prima volta, al nuovo arrivo Soloperto che nelle rotazioni dei lunghi potrà sicuramente essere utile.

Ciò che conta, però, è che Ferrara abbia messo in tasca due punti importanti, bloccando a due la serie di sconfitte consecutive (Imola e Roseto) e abbia mosso la classifica. E non va sottovalutato nemmeno un secondo fattore. Ovvero come la squadra di Morea abbia reagito a più di una difficoltà, compattandosi; non si sia demoralizzata e abbia trovato soluzioni per arginare prima l’energia di Matera e poi per dare la svolta a una sfida difficile da interpretare. In più non abbia abbassato la tensione anche quando le cose si erano messe per il verso giusto e gli avversari non avevano più molte carte da giocare. Andando a guardare tra le pieghe della partita è evidente che se Ferrara riesce a giocare con energia, coinvolgendo tutti i propri reparti, i risultati si vedono. In più, quando le cose non vanno, la maturità di questa squadra non le fa perdere la testa, e con un paio di azioni difensive come si deve è possibile anche fare cambiare di segno a gare nate male. E questo è successo ieri, perché di fronte ad una difesa non troppo coesa e a pessime percentuali di tiro (37% nel primo quarto e scarso controllo dell’area), la Bondi ha trovato il modo di cambiare marcia. L’ha fatto a metà secondo quarto, ma soprattutto c’è riuscita nella terza frazione. Trascinata da Rush, che resta uno dei leader assieme a Losi, la Bondi è cresciuta dopo la pausa lunga. In pochi minuti è andata avanti di 6 lunghezze (52-46 al 26’). E poi, quando Bucci ha aggiustato la mira così come Brkic, capace di segnare da sotto, ecco il 67-56 di fine terzo quarto. Mentre Matera non riusciva più a opporre resistenza, Ferrara non ha smesso di segnare. Ancora Bucci, poi Rush e di nuovo Brkic da lontano, prima del canestro del +19 di Henderson (82-63) al 37’. Gara chiusa. Si pensa al match di Natale contro la Fortitudo.

Mauro Cavina

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google