La Spal ha piazzato lo strappo
Calcio Lega Pro. Due gol da calcio da fermo valgono vittoria e allungo sulle inseguitrici
FERRARA. Magnifica fine del 2015 per la Spal. I biancazzurri battono il Teramo, sconfiggono anche la nebbia e allungano in vetta, complici il contemporaneo pareggio interno della Maceratese e l'incredibile punto del Pisa con la Lupa Roma. I biancazurri vanno così alla sosta con 4 lunghezze di vantaggio sui marchigiani e 5 sui nerazzurri. Ottima operazione, degna conclusione di un anno stupendo da metà febbraio in poi. Ora si può rifiatare e, alla ripresa (il 9 gennaio a Pontedera contro il Tuttocuoio, per l’ultima di andata), pensare a completare l'opera.
Spal in campo con la formazione annunciata: rientro di Giani in difesa, Spighi il prescelto come mezz'ala destra, Finotto partner di Zigoni in attacco. Teramo con modulo speculare. Abruzzesi più pimpanti in avvio: molto bloccata la squadra di mister Semplici, al contrario di un Teramo propenso al fraseggio, e dal possesso palla superiore. Spal invece in difficoltà nel disimpegno, in impostazione, con molti errori di misura. I biancorossi, però, nulla producono, sterile la loro supremazia territoriale. Poi i biancazzurri si scuotono. All'11' Finotto suona la carica con uno spunto imperioso sul centro-sinistra, concluso con un tiro-cross contrato in angolo. Al 15' Di Quinzio si accentra da sinistra, orizzontalmente, in dribbling, e guadagna con astuzia una favorevole punizione al limite, poi magistralmente calciata dalla stessa mezz'ala spallina, con un destro "a girare" che non lascia scampo a Tonti. Dopo il vantaggio, quasi immediato il raddoppio, ancora da calcio piazzato: corner di Castagnetti, al 19', di sinistro, con traiettoria tesa sul primo palo dove Gasparetto trova tempo e stacco per travolgere anche l'incerto Tonti e catapultare in rete.
Sul 2-0 la Spal amministra con saggezza, sciorinando anche un paio di belle trame in velocità e verticale. I padroni di casa controllano perfettamente l'impalpabile reazione ospite, cui concedono un paio di conclusioni solo alla scadere, di cui una propiziata da una casuale scivolata di Lazzari che così permette il cross a Cecchini per il tiro di Di Paolantonio parato senza affanni da Branduani.
Nella ripresa si comincia con lo spettro della nebbia, sempre più incombente e ben visibile contro le sagome delle torri del grattacielo. Un avversario più pericoloso del Teramo. Riflettori subito accesi. Il trainer abruzzese Vivarini già all'8' cambia modulo inserendo due punte quali Petrella e Da Silva e passando al 4-3-3.ma è la Spal a sfiorare il tris in rapida successione: gran sinistro incrociato di Castagnetti all'11' con Tonti a volare per deviare in angolo; corner di Di Quinzio, prepotente stacco di Gasparetto e traversa piena. Poi, dopo poco, Zigoni è anticipato da Tonti in uscita. Buona Spal, ficcante: al 15' Zigoni per Finotto, scatto, conversione a rientrare, gran destro e ancora super Tonti. Al 21' quasi gol di... ginocchio di Finotto, a superare Tonti: Speranza salva sulla linea. Al 22' gran tiro di Lazzari, ribattuto; riprende Castagnetti, sberla di poco fuori. Da qui diventa assai arduo capire qualcosa, davvero troppa nebbia.
È una preghiera collettiva affinché la gara venga portata a termine. Si intuisce una straordinaria parata di Tonti su Mora al 26', poi deviazione in angolo sulla ribattuta di Giani. Lo stesso attaccante si produce in un gran numero al 29', con veronica sulla fascia laterale, fuga e tiro, di poco alto. Al 31' nuovamente Finotto viene lanciato, entra in area ed il suo tiro è respinto dalla traversa. Spal nettamente superiore, pericolosa, capace di produrre molte occasioni. Dopo è un conto alla rovescia, fino al liberatorio fischio finale. Liberatorio dalla nebbia, naturalmente. Benone così.
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