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La Vigaranese compie cinquant’anni e ricorda i dirigenti storici

VIGARANO MAINARDA. Domenica scorsa è stato ricordato il 50º anniversario della nascita della Vigaranese Calcio. Per l’occasione, a cura dell’amministrazione Comunale, è stata scoperta una targa che...

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VIGARANO MAINARDA. Domenica scorsa è stato ricordato il 50º anniversario della nascita della Vigaranese Calcio. Per l’occasione, a cura dell’amministrazione Comunale, è stata scoperta una targa che ricorda tutti i presidenti, dirigenti e volontari che, in questo mezzo secolo, hanno prestato la loro opera per i colori biancazzurri.

Nella targa viene messa in particolarmente evidenza la memoria di Gianfranco Stagni, per tutti “il presidente”, che per oltre 15 anni ha guidato la Vigaranese calcio portandola dalla Terza categoria alla Promozione.

Di fianco al sindaco Barbara Paron, l’altro giorno, c'erano la moglie di Stagni, la signora Luciana e la figlia Susy che hanno ricordato come “il presidente” fosse orgoglioso della squadra e di quanto lo fosse pure per aver creato la sagra gastronomica “Vigarano nel piatto”.

«Questa nutrita presenza - ha spiegato il sindaco Barbara Paron al momento di scoprire la targa - conferma che è stata giusta l'idea di festeggiare i 50 anni della Vigaranese ricordando tutti i volontari, dirigenti, allenatori e giocatori che in questo lunghissimo periodo hanno indossato e dato lustro ai colori biancazzurri. Il ricordo per Gianfranco Stagni è d'obbligo in quanto, senza nulla togliere agli altri, per la comunità vigaranese è la principale figura che viene associata alla squadra di calcio».

Tra i tanti presenti c'era anche Luciano Valesani che nel 1965 è stato il primo segretario della Vigaranese calcio ed ha ricordato che la prima partita si giocò a Baura. In prima fila anche Folco Barbieri, Lidio Calzolari, Wilson Fortini e Gianfranco Cavicchi che sono stati tra i più assidui collaboratori di Gianfranco Stagni sia nella società che nell'organizzare e gestire “Vigarano nel piatto”. Presenti anche alcune delle mitiche “arzdore” che resero famosa, anche oltre regione, la sagra gastronomica grazie al fatto che cappelletti, cappellacci e goccia d'oro, i primi piatti più famosi, venivano preparati al pomeriggio per essere serviti, appena sfornati, ai commensali che arrivavano alla sera.

Giuliano Barbieri

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