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il tecnico di mennea

Il mondo dell’atletica dà l’addio al “maestro” Vittori

Il mondo dell’atletica dà l’addio al “maestro” Vittori

ROMA. Lo sport italiano ha dato l'addio a Carlo Vittori, il maestro dello sprint tricolore che ha fatto grande Pietro Mennea e l'atletica leggera italiana, scomparso alla vigilia di Natale. A...

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ROMA. Lo sport italiano ha dato l'addio a Carlo Vittori, il maestro dello sprint tricolore che ha fatto grande Pietro Mennea e l'atletica leggera italiana, scomparso alla vigilia di Natale. A salutarlo nella Chiesa di Sant’Angelo Magno ad Ascoli Piceno, dove era nato 84 anni fa, una folla di ascolani e tanti volti dello sport, dal presidente della Fidal Alfio Giomi all'ex allenatore di calcio Carlo Mazzone.

Commosso Mazzone, amico fraterno di Vittori, mentre l'olimpionico del lancio del disco Armando De Vincentis ha ricordato la figura del tecnico scopritore di tanti campioni. Fra i banchi anche tecnici e tesserati dell'Asa, la società atletica ascolana, oltre a Fabio Sturani della giunta nazionale del Coni.

Vittori ha legato il proprio nome in particolare a quello di Pietro Mennea (senza dimenticare Marcello Fiasconaro, Donato Sabia, Pierfrancesco Pavoni e le staffette veloci), formando con lui uno dei binomi più vincenti della storia dello sport azzurro. Nato ad Ascoli il 10 marzo del 1931, Vittori si era affermato in gioventù come sprinter, arrivando a vestire la maglia azzurra per otto volte, tra il 1951 e il 1954 (nel 1952, anche la partecipazione ai Giochi di Helsinki); ma solo successivamente, a bordo pista, nel ruolo di allenatore, il professore contribuì a scrivere pagine memorabili per la velocità italiana. L'approccio metodologico innovativo, il rigore applicativo, avevano bisogno di un interprete: il cerchio si chiuse all'inizio degli anni '70, quando Vittori prese in mano il talento di Pietro Mennea. Tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli anni 80 la sua esperienza si tramutò in un’età dell'oro per l'atletica azzurra.

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