Un tocco british al Tresigallo con Panzavolta
Prima categoria. La punta è rientrata in Italia «Al Newcastle Benfield a scuola di football»
TRESIGALLO. Sei mesi in Inghilterra a studiare e a fare gol. Tommaso Panzavolta, nuovo attaccante del Tresigallo, che domenica scorsa ha esordito con una doppietta, è tornato nella sua città portandosi in dote una bella storia da raccontare.
«Visto che dovevo attraversare la Manica per andare nella patria putativa del calcio - ha detto Panzavolta, che la scorsa stagione giocava nel Gualdo Voghiera in Promozione -, ho pensato di cercarmi una squadra. Ho fatto un provino con quelli del Newcastle Benfield F.C., che, dopo avermi visionato, mi ha tesserato».
Essendo cittadino europeo, per la Lega è bastato un transfer dalla Figc italiana per tesserare Panzavolta, punta classe 1991. La squadra è iscritta alla Northern League Division One, campionato che equivale pressappoco alla nostra Prima categoria. Resta il fatto che si tratta di una delle serie calcistiche più antiche del mondo: «Mi è piaciuto subito il clima sportivo inglese, anche se è molto diverso dal nostro».
Le differenze appaiono subito chiare all’attaccante, che però si adatta bene al nuovo “life style”: «Poca tattica, a dire il vero. Si corre tanto e si cerca di fare gol. Si parla di un calcio all’antica, dove di moduli non si discute. Gli allenatori vogliono che corri su e giù per il campo a caccia della palla, è praticamente difesa contro attacco. Poco ci manca che perfino i portieri escano dall’area per andare a far gol».
Partite incredibili, con punteggi a dir poco tennistici: «Quasi dieci gol a partita. I risultati classici erano 5-4, 6-3, 8-2. Il pubblico si diverte sempre».
Anche gli impianti hanno dell’incredibile: «Le tribune sono quelle classiche inglesi, l’atmosfera è molto british. Sui campi avrei qualcosa da ridire: c’è molto fango, piove spesso e si fa tanta fatica a correre. Però ci si diverte».
Panzavolta non è stato molto utilizzato, ma quando è stato chiamato in causa ha fatto il suo dovere: «Mi davano la maglia numero 14, come a Cruyff, ma non me ne lamentavo. Sapevano che ero di passaggio e davano spazio ai loro giocatori».
Una partita rimarrà negli annali: «Perdevamo 4-0, era una delle ultime gare che avrei giocato. Io ero in panchina, poi è stato il mio momento. Dal mio ingresso in campo ci siamo rifatti sotto e siamo arrivati al 4-3; ci ho messo pure del mio con un paio di assist, ma non ho fatto gol. Poi, però, la fatica per la rimonta ci ha stremato e loro ce ne hanno fatti altri due. Peccato, ci sarebbe scappata proprio una bella festa se fossimo riusciti a compiere l’impresa».
Poi i saluti e l’arrivederci a un futuro prossimo: «Finito il mio periodo di studi sono rientrato in Italia, ma conservo un ricordo bellissimo. È stata una bell’esperienza, da cui ho pure imparato qualcosa dal punto di vista calcistico. Di sicuro, sono tornato a Ferrara in ottime condizioni fisiche, la preparazione a cui mi avevano sottoposto sta dando i suoi frutti anche per il Tresigallo».
Corrado Magnoni
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