«Gravina l’uomo giusto per il rilancio»
Albieri l’ha avuto come presidente a Castel di Sangro: idee e cultura
FERRARA. Martedì scorso Gabriele Gravina è stato eletto nuovo presidente della Lega Pro. Pugliese di nascita ed abruzzese di adozione, classe 1953, imprenditore, docente universitario, ex presidente del Castel di Sangro “dei miracoli”, ex consigliere federale nonchè capo delegazione della Nazionale Under 21, Gravina è ben noto al “nostro” Luca Albieri:
«Abbiamo avuto un rapporto forte, stretto. È stato il mio presidente in quelle due magiche stagioni al Castel di Sangro, prima in C e poi in serie B. Come dimenticarlo?»
Che dirigente è?
«Ha grande spessore e cultura. È profondo, preparato, sempre molto vicino ai suoi uomini, fine psicologo. Quando a Foggia, nel giugno del 1996, affrontammo l’Ascoli nello spareggio per la promozione in serie B, la tensione era tanta, ed eravamo sfavoriti. Gravina ci parlò prima della gara, dicendoci che la vera vittoria era essere arrivati fin lì, e di pensare solo a giocare per divertirci. Vincemmo ai rigori (Albieri segnò il primo della serie; ndr). Nella stagione successiva, in B, a gennaio eravamo ultimi. Il presidente ci disse che non avrebbe mandato via nessuno, perchè eravamo forti. Inserì solo Spinesi, dalla Primavera dell’Inter. Ci salvammo».
Dopo la tempestosa fine dell’epoca Macalli, dopo il commissariamento, Gravina può essere l’uomo giusto per sanare e rilanciare la Lega Pro?
«Sono contento che sia stato eletto, è la persona giusta al posto giusto, nel momento giusto. Ha idee e capacità. Dare ossigeno alla C, anch’io la chiamo come Gravina vuole tornare a definirla, è fondamentale per il movimento calcistico italiano. Spero che il presidente ce la faccia a cambiare, ma che la Spal resti solo pochi mesi sotto il suo mandato...». (p.n.)
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