«La Spal è padrona del proprio destino»
L’ex: Schiavon aggiungerà qualità e le rivali non sono super
FERRARA. Ieri mattina Rudy Vanoli, suo grande amico nonchè mentore e tutor ai tempi della Spal, gli ha telefonato per invitarlo ad andare un po’ a correre. Proposta declinata, ufficialmente a causa dei segni lasciati dalle vecchie battaglie: «Troppi dolori. Le mie anche non mi consentono di fare chissà cosa...».
Luca Albieri, classe 1975, ferrarese e spallino doc, ha così “santificato” la domenica. Parlando di calcio, ed in particolare dei biancazzurri.
Albieri oggi di cosa si occupa?
«Lavoro e studio. Studio calcio. Dai vecchi insegnamenti di mister Glerean fino a Guardiola e Sarri. Mi preparo, mi aggiorno, provo ad intraprendere questa strada, anche se non è facile (per ora ha iniziato allenando tra i dilettanti in Veneto, guida i padovani del Castelbaldo Masi; ndr)».
Resta un po’ di tempo per seguire la Spal e la Lega Pro?
«Certo, sempre. Di partite ne ho viste tante, soprattutto in tv. Buona squadra, questa Spal».
Il popolo sogna, secondo uno slogan assunto a mantra sul finire della scorsa stagione...
«E fa bene. La gente cosa dovrebbe fare, se non sognare? Ah sì, una cosa: deve crederci».
Spal da serie B?
«Una cosa balza immediatamente agli occhi: è una squadra molto forte atleticamente, molto prestante, molto fisica. E questo è un aspetto di notevole rilevanza».
In che senso?
«L’analisi, per essere corretta, deve prescindere dalle nostre idee personali, dal nostro modo di vedere il calcio. Io amo un football propositivo, creativo, tutto all’attacco, da modulo 3-3-4, e tecnico, ma devo guardare in faccia la realtà: in Lega Pro l’elemento più importante, che può incidere fino all’80%, è rappresentato dall’impatto fisico. Bene, in tal senso la Spal è servita ottimamente: ha grande struttura».
Solo questo?
«Chiaro che no. I giocatori sono bravi ad interpretare il sistema dell’allenatore. Il quale, di suo, è molto preparato: non lo conosco personalmente però mi dà l’idea di essere umile, pacato, ma con doti di leadership. Non è facile guidare più persone ad un unico risultato collettivo, ma Semplici da quando è a Ferrara lo ha fatto e lo sta facendo».
Valodir individuali?
«Buoni, ovvio. A me piacciono De Vitis e Castagnetti. Per contro, mi aspetto qualcosa di più dagli attaccanti».
A livello realizzativo?
«A livello di rendimento, in generale. Hanno caratteristiche differenti, che si integrano, e penso che possano fare di più. Ad esempio pressando subito e consentendo alla squadra, che in retroguardia è bene assortita, di difendere con il baricentro molto più avanzato».
Per la promozione diretta va temuta più la Maceratese o il Pisa?
«Nessuna delle due. Non ingigantiamole, non sono squadre straordinarie. La Spal adesso si appresta ad inserire anche Schiavon, che aggiungerà le sue importanti qualità. I biancazzurri sono padroni del proprio destino, devono aver paura solo di se stessi. L’obiettivo serie B è alla portata».
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