Il Cus porta la lotta a scuola
FERRARA. Il Cus entra nelle scuole per far conoscere la lotta, in senso sportivo, ai bambini. Un progetto di educazione motoria che da metà ottobre, a titolo completamente gratuito, ha permesso a...
FERRARA. Il Cus entra nelle scuole per far conoscere la lotta, in senso sportivo, ai bambini. Un progetto di educazione motoria che da metà ottobre, a titolo completamente gratuito, ha permesso a istruttori qualificati di far conoscere questa particolare disciplina sportiva ai bambini della scuola primaria.
Uno sport, quello della lotta libera, che una volta era molto praticato e che oggi ha perso consensi, ma che potrebbe rivelarsi accattivante per le nuove generazioni. Accostarsi a uno sport in cui ci si azzuffa e si lotta sembra una contraddizione se si parla di bambini. Invece, gli esperti assicurano che, fatto in modo giocoso, è molto utile per lo sviluppo della personalità e della socializzazione. Senza contare che i duelli stimolano la condizione e la coordinazione. Possono partecipare davvero tutti, dai bambini che faticano a esprimere rabbia o tensione, fino a essere anche indicato a chi fatica a controllare gli impulsi. Certo, la lotta va praticata rispettando alcune regole. Praticare la lotta in un luogo sicuro e fermarsi se qualcuno si fa male. Per questo, gli istruttori insegnano agli studenti il modo corretto per cadere: in avanti, all’indietro e lateralmente. S’impara anche a misurare la propria forza e a controllare il contatto fisico con il compagno d’allenamento.
Nello stilare il progetto, gli esperti del Cus hanno tenuto ben presenti determinati obiettivi formativi da perseguire in rapporto a tutte le aree della personalità, proponendo così un’educazione globale attenta ai nuclei psicoaffettivi e cognitivi del bambino, privilegiando attività educative diversificate, partecipate e polivalenti, ma senza dimenticare il gioco, che rimane al centro del progetto e che caratterizza l’iniziativa per tutta la sua durata, nella speranza di un entusiasmo crescente da parte dei bambini e dei loro genitori.
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