Il presidente Braiati diventa politico
Calcio. Intervista al numero uno del Crer: «Le società dilettantistiche abbandonate dai Comuni devono alzare la voce»
FERRARA. Al giro di boa della stagione dilettantistico, ecco una bella chiacchierata con Paolo Braiati, ‘solido’ presidente ferrarese del Crer, principale organo calcistico federale della nostra regione.
«Diciamo che si vivacchia - inizia Braiati -, non ci sono particolari problemi, qualcuno con gli arbitri ma è tipico di ogni stagione. A livello agonistico bene, qualche gara rinviata per nebbia ma siamo a buon punto con tornei interessanti e combattuti ovunque. Si è anticipato i campionati di una settimana a livello nazionale per svolgere al meglio il Torneo delle Regioni, cil quale quest’anno si terrà in Calabria a fine maggio. Speriamo di non avere problemi con il maltempo tra gennaio e febbraio, ma i turni infrasettimanali sono finiti e tutte le Coppe sono già ad un ottimo punto».
Già chiusa anche la prima fase dei tornei giovanili...
«Il 17 gennaio scatta quella regionale ed a metà gennaio ci viene a provare il presidente del Settore giovanile e scolastico nazionale, Tisci, per parlare di attività e problematiche».
«Diciamo che nel complesso l’attività va - aggiunge -, magari c’è qualche criticità a livello economico ma non preoccupante. Piuttosto è il clima generale che non mi piace: si è fatto assolutamente nulla per lo sport dilettantistico. Pensavo nell’ultima legge di stabilità di trovare norme per semplificare la gestione, invece le criticità in materia fiscale e di risorse restano. Hanno tolto la tassa sull’imbarcazioni di lusso, ma sullo sport dilettantistico nulla con gravi ripercussioni sull’intera attività. Anzi, c’è chi triplica il costo dei campi e non ci pare la soluzione migliore per risolvere i problemi: zero riconoscimento per la funzione sociale dei volontari che lavorano nelle società. Dico ai dirigenti di prendere atto di questo, facciano le valutazioni del caso e alzino la voce, perché si capisca che la politica rispetto a questi temi dovrebbe aver maggiore apertura, quella finora dimostrata solo in Regione. Le società senza contributi e con affitti maggiorati non possono continuare l’attività».
I costi federali sono destinati a salire in futuro?
«In questi anni abbiamo preso quattro sedi, cosa importante per chi ci succederà, ma le risorse sono sempre meno e il bilancio lo dobbiamo far quadrare con le sole entrate societarie. Ormai il trend è negativo da alcuni anni, con 25-30 società che spariscono ogni stagione, quindi meno entrate e spese arbitrali, addirittura raddoppiate nei tornei. Tutto questo non gioca a favore del nostro movimento».
Presto per parlar di elezioni?
«Il periodo non è ovviamente semplice in Lega nazionale dilettanti e l’elezione di Gravina in Lega Pro conferma questa situazione, nonostante l’impegno che ho sempre riconosciuto a Tavecchio. A livello regionale ci sarà certamente qualche azione di disturbo ma mi interessa poco: a febbraio ci sarà una riunione in cui presenterò il mio programma e vediamo in quanti avranno voglia di seguirmi».
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