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Bondi, un'aria nuova per spegnere i ruggiti della Leonessa

di Marco Nagliati
Bondi, un'aria nuova per spegnere i ruggiti della Leonessa

Basket A2. Domenica al Pala Hilton Pharma (ore 18) arriva la capolista Brescia di coach Diana (vive a Vigarano). Il sostegno dei tifosi ed il mercato per aiutare i ferraresi

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FERRARA. Il basket non si ferma, macina gioco e propone appuntamenti. Così, dopo il turno a cavallo di Natale, ecco domenica 3 gennaio l’appuntamento post-Capodanno che chiude il girone di andata della serie A2. In palio anche la qualificazione per la final eight di Coppa Italia (4-6 marzo a Rimini). Brescia e Treviso hanno già il “pass” in tasca ed Est, Agrigento e Scafati ad Ovest. La Bondi è fuori dai giochi, ma è nel pieno di una navigazione impervia perché il calendario continua a proporre sfide toste: alle spalle quelle perse di un niente contro le outsider Imola e Fortitudo, davanti quelle con la capolista Brescia e subito dopo Ravenna. Il Pala Hilton Pharma apre i battenti domenica, poi rimarrà in attesa del derby di giovedì 7 (ore 20.30) con Ravenna.

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Prima, ecco la Leonessa Brescia allenata da Andrea Diana, toscano che è cresciuto cestisticamente alla 4 Torri Ferrara sotto lo sguardo attento del maestro Mario De Sisti. Sposato con una ferrarese, Diana vive a Vigarano. E prova a far salire nella massima serie una società ambiziosa, che da anni insegue il salto di categoria. Ci è andata vicina con l’ex nocchiero estense Martelossi, ci riprova con Diana. «Vivo a Vigarano ed ho allenato per due anni a Ferrara, quindi per me domenica sarà una gara particolare - dice alla vigilia -. Proverò sicuramente emozione nel vedere in tribuna gente che conosco e ragazzi che ho avuto il piacere di allenare. La Bondi? Una compagine imprevedibile». “Prevedibile”, invece, la forza di Brescia con la leadership di Fernandez, la rabbia agonistica di Bushati e il talento di Alibegovic («Sfiderò Losi e Morea con i quali ho vissuto una splendida stagione a Mantova» sottolinea); e poi la fisicità di Hollis e Holmes, la solidità di Cittadini e Bruttini. Sulla carta, per Ferrara, una missione impossibile. Anche perché con le altre big (vedi Verona e Treviso) non è che i biancazzurri siano stati particolarmente combattivi.

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Ma adesso soffia un’aria nuova in casa Bondi. Il “patto della Svinadora” ha riportato energia nell’ambiente, con la stretta di mano tra una rappresentanza di tifosi e il presidente Bulgarelli. Tutti uniti per un ritorno al passato, quando ogni squadra estense era sostenuta ed incitata. Magari non sarà sufficiente domenica, ma per il derby con Ravenna sarà un aiuto molto importante. Poi c’è stato il mercato, che ha fornito qualche iniezione di vitamina. Ad un roster già corto in partenza, durante il cammino si sono aggiunti gli infortuni di Ibarra e Ghirelli; in più per questo giro di giostra è in forse Lestini (caviglia).

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Pertanto dapprima è stato inserito Soloperto per dare una mano a Brkic (grande ex dei bresciani), l’altro giorno è arrivato il giovane Brighi (da Vasto, serie B) per far rifiatare Losi e Bucci. Nulla che possa ribaltare la storia della stagione, però un qualcosa che potrà permettere alla Bondi di navigare alla soglia dei playoff e restare lontana dalla zona di bassa graduatoria. Inoltre da martedì 5 è atteso a Ferrara il lungo Adam Pechacek, proveniente da Reggio: toglierà progressivamente il posto ad Henderson. E non è detto che sia finita qua, perché un altro giovane esterno potrebbe arrivare: Nicolò Bertocco (Matera) oppure Martino Mastellari (Pistoia).
Domenica, ad ogni modo, coach Morea dovrà continuare ad arrangiarsi con una rosa così così: «A Mantova il periodo migliore è iniziato a febbraio. Al momento vorrei vedere una maggiore predisposizione ad andare in soccorso al compagno. Dobbiamo diventare più solidali nelle difficoltà».

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