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«La mia Niagara adesso cerca anche momenti di gloria»

di Sergio Armanino
«La mia Niagara adesso cerca anche momenti di gloria»

Volley serie B. Coach Martinelli traccia un primo bilancio La forza è il gruppo, ma c’è lo spazio per i colpi dei singoli

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FERRARA. Ultime ore in montagna con la famiglia per Marco Martinelli, per poi rientrare a Ferrara e rimettersi alla guida della Niagara. «Riprendiamo domani - annuncia il coach -, mercoledì ci fermiamo per la festività della Befana, poi giovedì e venerdì ancora in palestra. Durante la sosta natalizia per un paio di settimane gli allenamenti sono stati ridotti, ma aumentando il carico fisico con pesi alla mattina, ora ritorniamo alla settimana tipo. Fra l’altro, avevamo i giovani impegnati nella Winter Cup, Govoni ha avuto un’occasione per andare a trovare i parenti a New York e l’abbiamo lasciato andare».

E domenica torna il campionato...

«Torniamo al lavoro con l’obiettivo di confrontarci con Spoleto e sarà sicuramente una partita complicata e difficile, contro una squadra di livello tecnico e fisico importante, anche se nell’ultimo mese ha commesso qualche errore di più contro squadre che l’hanno messa sull’agonismo: l’hanno pagata con Macerata e Conselice, ma sarà servito come monito, sia societario che ai giocatori, non possono scherzare con il fuoco e me li aspetto molto più concentrati e volitivi».

Spoleto dovrà comunque vedersela contro una Niagara che, fin qui, ha dimostrato di poter essere competitiva.

«Il merito di questo gruppo, in questa prima parte di stagione, è stato proprio giocare di squadra. Certo, qualcuno ha avuto più continuità, come Drago, che non è quasi mai mancato, ma la forza di questa squadra è stata quella di lavorare e giocare molto unita, con giocatori che sono stati capaci anche di mettersi un po’ da parte per la squadra: spero che continui così e, che all’interno del gioco di squadra, riescano a emergere le individualità, dei momenti di “gloria” anche individuale».

Niente “pagellone” dei singoli?

«No, non mi piacciono. Il primo obiettivo di tutti è sempre stato il risultato di squadra: mai sentito nessuno dire “abbiamo perso ma io ho giocato bene”. Tutti sono coscienti del fatto che il gruppo è molto unito, si è visto sin dalla preparazione, già al torneo di Graz ad esempio. Poi, bisogna essere bravi a far emergere le individualità».

Diamo uno sguardo ai risultati, allora. Stridono le sconfitte casalinghe per 3-2 e se non ci fossero state, ora la classifica sarebbe diversa...

«Quella che mi dà più fastidio è la sconfitta con Massa, sicuramente. Con Modena è stata alla prima di campionato e non eravamo al top, con Di Renzo fermo da un mese e Govoni con problema al pollice, avevamo provato poco la squadra, eppure abbiamo fatto una buona partita, molto grintosa, calando solo nell’ultimo set. Abbiamo fatto i conti con una linea palleggiatore-opposto di altissimo livello e contro di noi l’hanno fatta valere, non siamo riusciti a contrastarli in maniera efficace. Certo, eravamo avanti 2-0 e dispiace, ma la partita persa è stata con Massa».

Una partita che sembrava vinta a un certo punto...

«Avevamo già iniziato a giocare qualche buona partita e, anche se avevamo perso il primo set, ci eravamo imposti bene nel secondo e nel terzo. Avremmo dovuto andare avanti a testa bassa in quel momento, invece ci siamo lasciati andare; l’avevamo anche ripresa, poi appoggi sbagliati, alzate non perfette, contrattacchi non giocati al meglio... L’ho rivista diverse volte quella partita e se le cose non fossero andate così, ora non saremmo qui a parlarne... Massa è meno forte di Modena, mi dispiace di più aver perso contro di loro».

Da qui a fine gennaio cosa vorresti portare a casa?

«Io penso solo alla prossima partita. Se facciamo risultato con Spoleto, a tutti gli effetti siamo nelle condizioni per giocare per i primi posti, non dico i primi due, ma i primi quattro sì. Se perdiamo con Spoleto, è un’occasione persa, il che non vuol dire campionato compromesso, ma mancherebbe qualcosa a livello di motivazioni, che ci può accompagnare a ogni partita: se ce l’hai, per mettere un mattoncino e raggiungere l’obiettivo finale, è un conto; se affronti delle partite con sufficienza, allora rischi anche in quelle abbordabili. Certo, quelle che seguono sono due squadre alla nostra portata, lo dice la classifica, ma noi non possiamo permetterci con nessuno di pensare di aver già vinto. Se troviamo la squadra che la mette sull’agonismo e non entriamo in campo determinati, non dico che diventiamo una preda facile, ma perdiamo la nostra caratteristica e spuntiamo le nostre armi».

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