«Spal, non è ora di complimenti»
Lega Pro. Il ds Vagnati: ma il gruppo ha fame e vuole un traguardo importante. Schiavon ci darà tanto
FERRARA. La Spal è decisa a terminare al meglio il girone d’andata, iniziando alla grande il suo 2016 per dare ideale seguito ad un anno solare - il 2015 - che da metà febbraio in poi ha regalato solo soddisfazioni, e che soddisfazione. Il d.s. biancazzurro Davide Vagnati fa il punto della situazione all’inizio della settimana che porta alla gara di sabato a Pontedera contro il Tuttocuoio, quella del “giro di boa”: «Sì, bisogna dare seguito al lavoro fatto ed ai risultati, altrimenti tutto ciò che è stato fatto vale niente. Per continuare ad avere i complimenti che stiamo ricevendo, e che mi fanno “paura”, dovremo pedalare tanto. Perchè io i complimenti li vorrei a fine stagione...».
Perchè, adesso, li teme? Ritiene che possano condizionare l’ambiente?
«È un discorso ampio. “Paura” è forse un termine eccessivo, un po’ inadeguato. Diciamo però che i complimenti in questo momento li ritengo fine a se stessi, vanno fatto quando raggiungi qualcosa di tangibile. Gli attuali numeri della Spal, le statistiche, lo sono, per carità, ma - torno a ripeterlo - va data continuità. C’è ancora tanto da fare, e ci sono ulteriori margini di miglioramento».
Ma teme che la Spal possa essere appagata?
«No, assolutamente. Vedo come lavorano i ragazzi, ho visto come si sono ripresentati tutti dopo la pausa, nelle migliori condizioni mentali ed atletiche».
La ripresa del campionato dopo una sosta è sempre un’incognita...
«In tal senso non ho nessuna preoccupazione. Le parole sono fatte per... essere smentite, ma ho il polso del gruppo e posso dire che qui non c’è gente con la pancia piena. È basilare avere stimoli, aver “fame”, ed il nostro organico ha motivazioni a mille. Sono tutti sul pezzo, concentrati per cercare di raggiungere un obiettivo che ben sappiamo quanto sia importante».
Margini di miglioramento, diceva: in tal senso l’inserimento di Schiavon (il contratto verrà depositato oggi; ndr) cosa può dare?
«A differenza di altri giocatori con una carriera anche recente in categoria superiore, Eros ha grandi stimoli, ha voglia, è umile, vuole centrare un grande traguardo in quella che ormai è diventata la sua città. Si è integrato alla grande con il gruppo e può darci moltissimo a livello tecnico, morale, di intensità e di esperienza. Ecco, quell’esperienza che magari ci è un po’ mancata nei momenti di difficoltà vissuti in qualche partita, quando con un’attenzione diversa si poteva ottenere di più».
Schiavon non gioca una partita ufficiale da quattro mesi: per il suo utilizzo servirà un minimo di cautela?
«Non scherziamo. Con Eros non c’è bisogno di cautela: è integro, non ha saltato un allenamento, è pronto. Poi le scelte tecniche sono un’altra cosa e competono all’allenatore».
Il mercato può alterare gli equilibri?
«Può incidere. Se Pisa e Maceratese, come l’Ancona ed altre, sono decise a rinforzarsi, significa che credono nella rimonta su di noi. C’è nulla di scontato, da qui in avanti il torneo sarà più difficile, sarà un girone di ritorno complicato».
Ed il mercato della Spal?
«Andiamo avanti con le nostre certezze, la pianificazione ha dato i suoi frutti, non dovremo stravolgere come magari è accaduto in passato. In questo momento non posso dire né che non prenderemo nessuno, né che faremo qualcosa. Il mio ruolo mi impone di essere pronto ad ogni evenienza, se si presenterà una situazione favorevole la valuteremo. Ma non è semplice migliorare la nostra rosa. Dovrebbe manifestarsi una situazione estremamente vantaggiosa sia sotto il profilo tecnico che economico».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
