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La Bondi ha frenato Ma può ripartire

di Marco Nagliati
La Bondi ha frenato Ma può ripartire

Basket A2. A fine andata pagato caro un calendario duro

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FERRARA. È un mondo difficile, cantava Tonino Carotone (alias Antonio de la Cuesta). Lo sta progressivamente scoprendo, senza un moto di eccessiva sorpresa, l’universo biancazzurro targato Pallacanestro Ferrara. Il girone d’andata s’è chiuso domenica con la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite: ko con rivali di alta o altissima classifica. L’ultimo successo dei ragazzi di coach Morea risale al 20 dicembre, contro Matera. E nulla è per caso. Per ora gli estensi hanno confermato quanto ci si poteva attendere ad inizio stagione: vincenti al cospetto di team di medio bassa dimensione, in crisi con i “top team” o presunti tali. Chiaro, le recenti battute d’arresto hanno momentaneamente peggiorato la classifica (occhio che il terzultimo posto è dannatamente vicino) ma le prestazioni della squadra inducono a pensare che con un calendario meno ostico si possa tornare in linea di galleggiamento. A parte lo scivolone interno con Legnano (compensato con i colpi di Ravenna e Mantova), in sostanza la Bondi ha fatto il suo. Nessun miracolo vero, nessuna - per ora - delusione cocente. Certo, alcune prove sono state difficili da digerire in termini di atteggiamento (Verona e Treviso), ma ultimamente il gruppo si batte contro tutti.

Il problema? Che mancano risorse umane. E anche qui, nulla è casuale. Il filotto amaro con Imola-Bologna-Brescia è maturato dopo 37’ gagliardi, sprecati da un finale in cui mancava ossigeno. Ovvio, se i giocatori cui puoi davvero affidarti sono poco più di sei. Era una lacuna evidente ad avvio di campionato, acuita in seguito dagli infortuni di Ibarra e Ghirelli. Domenica, in più, mancava Lestini. Ma se l’ambiente societario conserva nervi saldi, si può pensare (e sperare) di uscire dalle sabbie mobili. Intanto perché il calendario un filino si semplifica (Ravenna, Legnano, Chieti) e poi perché sul mercato il club è attivo. Con l’innesto di Soloperto, adesso, la contabilità sotto canestro torna un po’ di più. Sono in quattro che garantiscono rotazioni, peraltro consentendo a Morea di utilizzare Lestini per quel che sa dare: gioco perimetrale e un paio di oneste difese. Magari schierato da “tre” (così Rush potrà rifiatare) e non impiegato in area dove ribolle battaglia e dove lui (Lestini) non ama sostare. Poi c’è il discorso Henderson/Pechacek, che nulla aggiunge a livello di quantità. Il ds Pasi, dovesse arrivare come pare il giovin virgulto reggiano, garantisce il salto di qualità. Può anche essere, perché Henderson di certo non “aggredisce” le partite. Non la “fa”, ma almeno in casa a rimorchio dei compagni ci sta.

Laddove i numeri non tornano è nel reparto piccoli. C’era aridità prima, s’è aggravata con gli infortuni di Ibarra e Ghirelli. Lo sbarco del baby Brighi ha parzialmente tamponato l’emorragia. Ma non può bastare. Intanto perché Brighi deve crescere (è comunque meglio degli impacci in palleggio mostrati con Brescia) e non è pensabile possa condividere da solo l’onere della regia con Losi. Capitan Jordan arriva alla fine spremuto come un limone: sono anche figlie della stanchezza alcune palle perse e scelte non eccelse. Così come, stremato, le triple “spaccapartita” (specialità della casa) non entrano con frequenza. A ottobre non potevano essere sufficienti Ibarra-Losi, a maggior ragione non bastano Losi-Brighi. Necessita assolutamente un altro esterno. Che anche Bucci, porello, deve ridurre il minutaggio. Anche qui, la società si sta adoperando. Puntando ancora su un giovane. Sperabile che possa tenere bene il campo, altrimenti vien facile pensare che un senior alla Demartini sarebbe maggiormente utile alla causa. Non serve una “stella”, la squadra ha già una struttura definita: semplicemente un onesto giocatore che dia una mano. Ma che sappia reggere almeno 10’, non 5’. Per salvarsi in carrozza e, magari, buttare un occhiolino ai playoff, non è indispensabile tanto altro.

Insomma, è un mondo difficile ora come ora ma gli anticorpi per debellare il virus che circola esistono. Una medicina, più di ogni altra. Il rinnovato appoggio della tifoseria, che dopo il “patto della Svinadora” ha immediatamente riportato gente al pala Hilton Pharma (2300) e un sostegno old style. Bello e coinvolgente. Giovedì arriva Ravenna (100 biglietti girati in Romagna) e l’aria del derby sarà ancora più avvolgente.

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