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Il Milan va a picco, per Mihajlovic è un’agonia

Il Milan va a picco, per Mihajlovic è un’agonia

Il Bologna espugna San Siro nel finale con Giaccherini. Rossoneri fischiati, il tecnico è in bilico

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MILANO. Le sole 72 ore che separano la disfatta (0-1) con il Bologna dalla prossima sfida del Milan contro la Roma all'Olimpico sembrano l'unico fattore a salvare Sinisa Mihajlovic dall'esonero. Silvio Berlusconi non può che essere sempre più deluso: ancora una volta sono mancati gioco e risultato, e sotto accusa sarebbe anche la scelta dell'allenatore di inserire Cerci prima di Luiz Adriano. Il serbo voleva la svolta e invece si ritrova a un passo dall'agonia paventata alla vigilia della prima di tre partite considerate fondamentali. E non è mai stato così vicino all'esonero, il quarto in due anni per il Milan. Da qualche settimana Marcello Lippi e Cesare Prandelli sono in stand by ma, salvo terremoti nelle prossime ore, Mihajlovic sarà in panchina sabato a Roma, ultimo appello per giocarsi giovedì prossimo il quarto di finale di Coppa Italia, ormai l'unico torneo che può dare un senso alla stagione rossonera. Le parate di Mirante e il gol di Giaccherini a 8' dalla fine hanno riaperto la crisi milanista (con 28 punti, viaggia a 1.5 di media a gara e -8 dalla Champions) e allontanato dalla zona retrocessione il Bologna, che ha conquistato 16 dei suoi 22 punti con Donadoni, accolto dal pubblico di San Siro con più calore rispetto a Mihajlovic. Alla fine il serbo esce fra i fischi assieme alla sua squadra, nervosa e disunita anche nella scelta di andare a salutare la Curva, visto che Alex, Bacca e Luiz Adriano non hanno accolto l'invito di Montolivo, fra i più beccati dai tifosi assieme a Honda e Cerci.

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