«Dobbiamo svoltare lavorando e cambiando qualcosa»
FERRARA. Alberto Morea ha passato la nottata. Ieri il presidente Fabio Bulgarelli gli ha rinnovato la fiducia. Almeno fino alla gara a Castellanza contro Legnano del 17 gennaio. «Non giudico e non...
FERRARA. Alberto Morea ha passato la nottata. Ieri il presidente Fabio Bulgarelli gli ha rinnovato la fiducia. Almeno fino alla gara a Castellanza contro Legnano del 17 gennaio. «Non giudico e non valuto le scelte – dice il coach biancazzurro -, mi sento di dire che sia la cosa giusta: devo e dobbiamo gestire certe situazioni e farlo con il lavoro. Siamo obbligati a ridurre al minimo gli errori, perché poi ci costruiamo e sudiamo tutto: a me piace questa idea di squadra e per sostenerla c’è il lavoro, la grande disponibilità da parte di tutti di lavorare. Dobbiamo svoltare, evitando di fare sempre le stesse cose, lavorando su questi aspetti e cambiando qualcosa».
Il mirino è ben puntato sul mercato.
«È sempre stato l’input del club, aspetto importante. Seguiamo le indicazioni che ci ha dato il club per intervenire e Alessandro Pasi da molto tempo sta facendo questo lavoro».
Ha riguardato il match contro Ravenna?
«A questi livelli, le gare si giocano molto spesso negli ultimi 3’. Abbiamo dei parziali estremamente positivi, ma bisogna mettere in conto che arrivano anche gli altri: a volte ci facciamo prendere un po’ troppo dal dover chiudere la partita, bisogna che contrastiamo quei momenti dove pare che le cose non stiano andando come tu vuoi. Tecnicamente, buona pallacanestro in attacco e in difesa durante i primi 20’; poi già nel finale del primo tempo abbiamo concesso qualcosa che ha dato a Ravenna fiducia per poi rientrare in gara così presto. Nel terzo quarto abbiamo concesso in difesa. In attacco, la loro zona camuffata ci ha tolto la continuità nell’andare spalle a canestro. Abbiamo anche sbagliato dei tiri aperti e perso alcuni fondamentali palloni, così Ravenna ha fatto canestri facili».
Cosa dice del finale della gara?
«Non avendo il Deloach della situazione, la capacità di fare le cose ad alta intensità e con grande perfezione deve essere ancora più elevata: ci dobbiamo costruire ogni tiro e farlo muovendo il pallone. Aver perso costanti riferimenti in area ci ha tolto la capacità di creare dei vantaggi dalle situazioni di palla dentro, tagli e uscite dai blocchi, cose che avevamo fatto nella prima fase della gara».
Lorenzo Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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