La Bondi va avanti con Morea
Basket A2. Bulgarelli decide: «L’allenatore rimane e non sarà tagliato neppure Henderson»
FERRARA. In sintesi, ecco i botti: Morea rimane in sella, Pechacek non arriverà e di conseguenza niente “taglio” per Henderson. Stretta finale per portare a Ferrara il play Alessandro Grande e, magari, aggiungere anche un’ala piccola. Se poi si trovasse una sistemazione per Lestini... Questo quando il presidente fa il presidente. Decisionista. Ascolta, riflette, valuta e poi decide. Anche contro il parere di alcuni dirigenti dello stato maggiore Pallacanestro Ferrara. Si assume responsabilità Fabio Bulgarelli, ieri in prima linea. Il ko di giovedì sera con Ravenna, un altro al fotofinish e con gestione così così nel finale, ha scatenato le cateratte: cascate di opinioni. Ognuno la sua. Il fiume s’è arrestato nel pomeriggio, quando il massimo dirigente della Bondi ha messo il timbro dell’ufficialità a scelte- alcune - in controtendenza con un percorso che invece sembrava inesorabile. Denominatore comune: cambiare il meno possibile per mantenere un minimo di equilibrio psicologico all’interno dell’universo biancazzurro, perché - sussurra Bulgarelli - «la squadra gioca anche bene ed è tutta molto unita col coach».
Il presidente spiega le scelte, che peraltro lui per primo non può dire quanto potranno risultare efficaci. Prima, una premessa: «Mai dovuto affrontare una situazione così. Però non potevo farmi prendere dal panico, anche se per trovare il bandolo della matassa servono vari interventi. Alla fine ho fatto una sintesi di idee diverse e non c’è stata unanimità. Ma sono il presidente, devo decidere».
Dunque, questione d’attualità la posizione dell’allenatore. «Andiamo avanti con Morea. La fiducia c’è, anche se ovviamente dovrà portare risultati perché perdere sempre non si può. Fiducia a tempo? Diciamo che tra Legnano e Chieti ci sono partite da non sbagliare. Inoltre dobbiamo cercare di giocare in modo diverso: servono varianti tattiche ed i lunghi vanno sfruttati di più. Con Ravenna ci siamo messi sul loro stesso ritmo, mentre dovevamo rallentare. I rivali ormai ci conoscono: pressano il nostro play e noi giochiamo troppo perimetrali».
E qui, si apre l’altro fronte legato alla costruzione della squadra. Come aggiusti una falla, se ne apre un’altra. Soloperto ha tappato il buco sotto canestro, ma sugli esterni... Inoltre non si può pensare che Losi giochi da play ragionatore: non lo è mai stato. Ecco Bulgarelli: «Ho deciso di non firmare il contratto con Pechacek. Chiedo scusa a lui e al suo procuratore, ma un altro lungo non ci serve. Avremmo dovuto tagliare Henderson, che comunque il suo lo fa. Non me la sono sentita di sprecare risorse su questo ruolo, quando siamo coperti». Perché, alla Bondi, necessita ancora allungare il roster più che puntare sulla qualità.
«Esatto, l’obiettivo primario è un playmaker. Grande è un obiettivo, lo vuole Morea. Io non mi sento di cambiare gli Usa. Semmai ci serve anche un giocatore che possa affiancare o sostituire Lestini. Il mercato dura fino a marzo, ci teniamo un tesoretto». Presidente, una curiosità: avete mai pensato di puntare su un play statunitense? «Sì, ma avrebbe significato rivoluzionare il gruppo. Che invece è molto coeso così. Questa estate abbiamo cambiato tanto, sbagliando. Ora meglio limitarsi ad aggiustare». Ai margini, buttiamo un sassolino: chiedere alla 4 Torri di cedere Giovanni Agusto, per “affiancarlo” a Lestini?
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