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Raddrizzare l’imbuto per mantenere la salute mentale

S. arà per quel cronometro tutto particolare dove il tempo scorre all'incontrario, un’anomalia ansiogena che raggruma la tensione allo scadere e amplifica le debolezze, punendole senza fornire via di...

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S. arà per quel cronometro tutto particolare dove il tempo scorre all'incontrario, un’anomalia ansiogena che raggruma la tensione allo scadere e amplifica le debolezze, punendole senza fornire via di fuga. Sarà forse per questo che una partita di basket somiglia tanto a un imbuto. Tutto quel che si versa dall'alto - talento, gioco, organizzazione - deve ordinatamente scorrere nella cannella che conduce all'imboccatura stretta del risultato. Ed è qui che lucidità e precisione fanno spesso la differenza.

Ebbene, la Bondi si è lasciata sfuggire troppe vittorie in quell'imbuto fatale. Fuor di metafora, i numeri: le ultime quattro sconfitte, due delle quali tra Imola e Ravenna decise all'ultimo tiro e sprecando vantaggi non indifferenti, sono arrivate con un totale di 15 punti di differenza. E pure a Trieste, prima di questa serie di ko, Ferrara era stata seppur di poco davanti nell'ultimo quarto. Solo per restare ai tempi più recenti: seconda metà con Ravenna (52-38 a sfavore) e Brescia (49-34). Notare che si tratta di rovesci, tranne quello giuliano, tutti piovuti dentro al palasport amico, dove notoriamente fa più male. Le cause sono quelle già dette e ridette: panchina corta, titolari spremuti in eccesso. La società si è finalmente mossa nel verso giusto, con l'acquisizione di Guarino che può dare una mano e guida sperimentata, anche nei finali di match. Il tutto senza cercare avventure tutto sommato incerte, trattenendo Henderson e concedendo a Morea un'altra opportunità. Nel medioevo, quando il basket era di là da venire, l'imbuto rovesciato era simbolo di pazzia. Urge dare una bella raddrizzata, se si vuole raggiungere in tranquillità e piena salute mentale la salvezza, a oggi l'obiettivo più realistico.

Fabio Terminali

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