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Mister Benini «Il Consandolo non ha assilli»

CONSANDOLO. Super Consandolo, è sempre lì tra le prime a giocarsi il suo ruolo di outsider. «Abbiamo la fortuna di giocare senza assilli - dice mister Giuliano Benini -, quello che viene oltre la...

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CONSANDOLO. Super Consandolo, è sempre lì tra le prime a giocarsi il suo ruolo di outsider. «Abbiamo la fortuna di giocare senza assilli - dice mister Giuliano Benini -, quello che viene oltre la salvezza è tanto di guadagnato. Vogliamo restare in categoria senza soffrire, evitare i playout già sarebbe bello. Non ci siamo rivoluzionati rispetto all’anno scorso e anche a dicembre siamo rimasti tranquilli sul mercato. Stiamo andando oltre le aspettative, questo senz’altro, ma rimaniamo coi piedi per terra. Avevo già allenato il Consandolo anche venti anni fa e so che l’abitudine è sempre quella di rallentare nel ritorno. Ce lo diciamo spesso e speriamo di aver fatto tesoro dei vecchi insegnamenti. Domenica contro il Basca abbiamo giocato una grande partita, ma per il primato la vedo dura. A parte il Casumaro, che ha pure Pirani e Casetta in più, con le altre ce la giochiamo».

Tra i singoli, bomber Riccardo Liri è quello che si è messo più in luce. Con 12 gol è il secondo miglior marcatore tra i ferraresi che giocano in provincia dall’Eccellenza alla Prima Categoria: «Liri non lo scopro io, lo conoscevo già perché è di Portomaggiore come me. Era anche alla Spal quando c’ero io, è di un’altra categoria, gli manca solo un po’ di cattiveria che una punta deve avere per il salto di categoria. Deve essere più cattivo alla conclusione e sul contrasto, poi potrebbe fare anche un’altra categoria, ma per Eccellenza ci andrei piano, anche se il suo cartellino è ancora della Portuense. Di gol ne ha sempre fatti tanti, domenica scorsa ne ha fatto uno super. Vede la porta come pochi, ha capacità balistiche non da Prima».

E poi c’è Gaggiani, una garanzia: «Gaggiani sta bene, lo conoscevo già ovviamente, un uomo splendido che a 40 anni tira ancora il gruppo, non lo cambio mai, perché vuol giocare sino alla fine».

Corrado Magnoni

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