La Nuova Ferrara

Sport

Napoli-Juve, il testa a testa da scudetto

Napoli-Juve, il testa a testa da scudetto

Dopo la crisi iniziale le due squadre volano con le star argentine Higuain e Dybala. Il 14 febbraio ci sarà lo scontro diretto

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA. I botti di fine anno frantumano il campionato più equilibrato d'Europa. Bastano tre turni per attardare l'Inter e la Fiorentina e cancellare la Roma. Restano le più forti, Napoli e Juve, gemelle diverse come i loro due goleador argentini Higuain e Dybala, a intraprendere una volata che durerà quattro mesi col primo regolamento di conti il 14 febbraio a Torino, un San Valentino in cui gioiranno solo gli innamorati di una delle due avversarie.

Sarri e Allegri, pronti ad affilare le armi, ricordano ancora col batticuore la sfida del settembre scorso, con le loro squadre in crisi nera: al San Paolo si è imposto il Napoli 2-1 con una Juve comunque in crescita, trampolino di lancio per una doppia rincorsa stupefacente. Il Napoli ha scalato la vetta con un'andatura imperiosa e i 20 gol di Higuain: dopo il successo sulla Juve altre 11 vittorie, pari con Genoa e Roma e sconfitta a Bologna. La Juve ha pareggiato con l'Inter, perso col Sassuolo e inanellato 12 vittorie di cui dieci di fila.

Dallo scontro diretto i partenopei hanno lasciato 7 punti su 42, i bianconeri 5. Una marcia trionfale con obiettivo scudetto: la Juve ha vinto gli ultimi quattro e non ci pensa per niente a fare una pausa, il Napoli aspetta il tricolore dai tempi di Maradona, il 1992. Reparti che si trovano a occhi chiusi, una difesa di ferro, un centrocampo duttile, grande capacità offensiva per entrambe le squadre. Il Napoli lavora sodo per i gol di Higuain. Nessuno segna come lui in Europa e sembra avviato a infrangere il record di 35 gol di Nordahl del 1950. L'altro argentino della Juve, il gioiello Dybala, dopo un assestamento iniziale ha cominciato a segnare tanto (11 gol finora) ma il suo apporto si misura anche con i tanti assist. L'ombra di Tevez non gli pesa più. Tutto lascia pensare che quello di quest'anno possa essere il quarto testa a testa per lo scudetto e nei precedenti i confronti diretti sono risultati decisivi. Il più celebre riguarda “core 'ngrato” Altafini, uno dei tanti doppi ex, che a 34 anni entrò a pochi minuti dalla fine il 6 aprile 1975 e fissò il 2-1 su un errore di Carmignani regalando per due punti lo scudetto alla Juve (che si era imposta all'andata 6-2 al San Paolo) contro il Napoli all'olandese di Vinicio e guadagnandosi il risentimento definitivo dei suoi ex tifosi. C'è voluto il Napoli di Bianchi e Maradona per confezionare la vendetta nel 1987: 3-1 a Torino in rimonta, e 2-1 al San Paolo con sigillo dell'umile ma prezioso Romano per il primo scudetto, con tre punti sui rivali. Il terzo sprint scudetto riguarda la stagione 2012-2013, ma qui ci sono stati meno brividi. Testa a testa all'andata fino allo scontro diretto vinto dai bianconeri di Conte 2-0 con sigillo del giovane Pogba, poi la Juve ha affrontato il ritorno da +6 ma al San Paolo è finita 1-1 e il Napoli ha concluso la stagione secondo a nove punti.

Il clima di quell'anno però è incandescente perché il prologo della stagione ha lasciato strascichi polemici per il veleno di Pechino, la Supercoppa italiana giocata in agosto, tre mesi dopo il netto successo partenopeo in Coppa Italia, con i bianconeri segnati dalla squalifica di Conte. La partita è stata indirizzata da un'espulsione discutibile di Pandev e da un rigore generoso decisi da Mazzoleni con il contributo di Rizzoli, il Napoli è restato in nove e ha perso 4-2 ai supplementari con Mazzarri espulso: i partenopei non si sono poi presentati alla premiazione. Uragano di polemiche e dichiarazioni al veleno di De Laurentiis e del tecnico Mazzarri. Ora gli animi sono più sereni, ma basterà probabilmente poco per dar fuoco alle polveri.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google