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Bondi sciolta e sicura Domate le Furie

di Marco Nagliati
Bondi sciolta e sicura Domate le Furie

La gara ha avuto un solo padrone: Ferrara Guarino ok. Chieti soffre dall’inizio alla fine

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FERRARA. Sciolta e sicura. Si direbbe in confidence. La Bondi 2.0 doma con serena determinazione le Furie di Chieti (reduci da cinque successi nelle ultime sei uscite di campionato) e dà una prima raddrizzata alla classifica. Prima il colpo di Castellanza con Legnano, ieri la franca vittoria contro uno dei team più in salute del momento. Il calendario ferrarese ora si imbrusca (Treviso e Treviglio in trasferta, Verona al Pala Hilton Pharma) e in attesa di capire se la versione modificata della squadra saprà competere per i playoff, prendiamo questo saporito brodino ricostituente. Il mercato deciso dalla società ha consegnato a coach Morea un organico più equilibrato, con soluzioni e alternative assortite. Esempio: due playmaker sul parquet contemporaneamente, con Guarino a gestire con saggia esperienza e Losi (sgravato dalle totalizzanti ambasce del playmaking) a giostrare anche da guardia. Non a caso capitan Jordan ha chiuso col 60% da tre. Tyson Guarino, al debutto, ha avuto un evidente impatto positivo: pressione e palloni rubati. Pazienza e discreta circolazione di palla. Altro esempio delle frontiere che può esplorare Morea: i due pivot assieme (Soloperto-Brkic, esperimento già visto da un mesetto a questa parte), ma stavolta c’è anche un Cacace dalle gambe solide che in difesa può rilevare Rush e non far calare eccessivamente la tenuta in retroguardia. Ad un certo punto, la Bondi ha anche giocato bassa-bassa: Guarino-Losi-Cacace. Insomma, il roster adesso è sufficientemente in linea con le aspettative (salvezza ampia e pensierino playoff): sta allo staff tecnico mantenere lunga la squadra. Ieri, per dire, Brighi non ha messo piede sul parquet.

Il match, tecnicamente rivedibile, ha avuto un solo padrone: Ferrara. Partenza strangolante (10-2) e prosieguo sui binari della sicurezza. Al 6’ già la doppia cifra di vantaggio: 16-6. Il temutissimo pivot Armwood è rimasto schiacciato nella morsa Brkic-Soloperto. Gli hanno tolto l’aria, permettendogli “zompi” verticali ma mai con “luce” verso il canestro. Soloperto, un ex, spalle a canestro tenuto il colored in allerta costante; Brkic, invece, un po’ stava fuori per il tiro da tre e Armwood non lo seguiva. Poi anche David è andato con profitto nel profondo del “pitturato”. Con i cambi, la Bondi non ha perso energia. Anzi, appena entrato (7’) Guarino ha piazzato una tripla. Poi due rubate per liberare l’energia di Rush. Al 10’ estensi avanti 23-15 e nemmeno minimamente intimoriti dalla difesa tattica di Chieti: partenza ad uomo, sul secondo passaggio zona. In acque così stagnanti per gli ospiti, solo l’ex Allegretti s’è elevato. Esperienza (liberi guadagnati), testa sgombra, talento (nel cesto due jump dall’angolo con parabole impossibili). Per una ventina di minuti, Allegretti è stato un rebus per Henderson e Rush. All’intervallo 40-26 e al rientro anche Allegretti pagherà dazio al fiatone. Con Losi e Guarino ad alternarsi in cabina di regia, la zonetta (tanta e molliccia) di Chieti ha fatto pochi danni. Le percentuali sono state alte (ad un certo punto da tre Ferrara ha il 63%), il gioco equilibrato nel dentro/fuori. Come dire che ad un certo punto, la Bondi ha iniziato a pensare alla differenza canestri (all’andata -18). Al 30’ biancazzurri avanti 61-44; al 32’ ecco il 64-44. Ma Ferrara si rilassa un filo, gigioneggia. Calano intensità e concentrazione: tiretti, perse, difesa meno attenta... Chieti lima: 66-48 al 35’, 70-61 al 38’. Rientra Guarino e tornano in circolo le geometrie, Rush attiva la modalità “putenza”. Tardi per ribaltare i conti, in tempo per rimettere un giusto margine a favore.

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