Bondi, una domenica da famiglia felice
Basket A2. Il buon debutto di Guarino sotto gli occhi dell’ex Ferri. La prova solida di Cacace e le mini-fan per Soloperto
FERRARA. È stata una bella domenica di basket, la scorsa al Pala Hilton Pharma. Nella quale si sono intrecciati ritorni, sorrisi e riconoscimenti per un cammino iniziato nel 2011 e che contro Chieti ha permesso alla Bondi di portare a casa un bottino indispensabile. Non una vittoria epocale, ma data la congiuntura stagionale un successo che toglie asperità. Dopo un’infilata di sconfitte al fotofinish, ecco due colpi corroboranti (Legnano e Chieti, appunto). In vista di un calendario che proporrà un paio di cime scomode (viaggi a Treviso e Treviglio), la Pallacanestro Ferrara non s’è complicata l’esistenza.
Una vita da regista
Due giorni fa è stato annotato il debutto/ritorno di Francesco Guarino. Il play aveva iniziato la carriera “pro” a Ferrara nel 1998 indossando il gialloblù Semper, ora chiude il cerchio col biancazzurro Bondi. Avere un regista “puro” aiuta e non poco. Al di là di tutto, la pallacanestro è “scienza” semplice. Quelle piccole cose che mancavano alla Bondi di Morea, Guarino le ha portate: controllo del ritmo, pazienza nella circolazione di palla, equilibrio nelle soluzioni. Con lui, capitan Losi può togliersi un po’ di peso dalle spalle. Tornando a fare anche il guastatore improvviso: non a caso, domenica, le sue percentuali sono migliorate. E quando Losi perde lucidità, dalla panchina c’è una valida alternativa. Piuttosto: Morea e Losi stesso dovranno essere bravi nella gestione del futuro. L’altra sera ad una manciata di minuti dalla fine, dopo qualche attacco sconclusionato, capitan Jordan è stato richiamato a sedere e la sua faccia non era gaudente. Nulla di grave, poi Losi è pure rientrato, ma ora è da capire che le responsabilità vanno condivise. E non capiterà sempre agli stessi amministrare i minuti finali. Era la giornata dei registi e della definitiva ritrovata armonia tra tifoseria e squadra. Perché sugli spalti c’era l’acclamato ex play e capitano Michele Ferri, l’uomo che ha palleggiato per la società dal primo giorno della gestione Bulgarelli (premiato dal super tifoso Palumbo per i cinque anni di presidenza). A Micky la gente ha tributato doverosa riconoscenza, senza trascurare di tifare per gli attuali protagonisti. E se Ferri è venuto al Pala Hilton Pharma, sapeva che non avrebbe creato guai ambientali. Quelli, per fortuna, sono stati risolti. Bravi tutti. Lo stesso Ferri, su Facebook, ha scritto: “Ciao a tutti... Ci tenevo a ringraziarvi per l’accoglienza e le emozioni che mi avete regalato ieri (domenica; ndr). È stato bello rivedervi”.
Lestini il passato
Per scelta, Federico Lestini è finito fuori referto. Al suo posto un Under, Alberto Cacace, che grazie anche all’innesto di Soloperto può fare meglio ciò che serve alla causa: dare un minimo di respiro a Rush e tenere alta l’intensità in difesa. Un giovane che recita con umiltà ma con gambe scattanti e voglia. Le prime punte in rosa ci sono, necessitava irrobustire la panchina con iniezioni di energia.
Soloperto e le fan
Soloperto, che invece occupa lo “spot” di centro e ben si assembla con Brkic, in realtà garantisce anche classe. Pure con Chieti ha infilato un paio di canestri con tocco morbido: la sensibilità di chi ha talento. Soloperto sa stare in campo, s’è inserito subito come ha fatto Guarino. È di Ferrara, quindi le motivazioni non gli mancano. In carriera, a volte, ha avuto il difetto di sedersi un po’ ed accontentarsi. Quest’anno pensiamo non accadrà, anche perché in tribuna ha delle fan da non deludere: le figlie, che giusto domenica gli hanno dedicato affetto, incitamenti e un cartellone personalizzato. Più famiglia di così, la Pallacanestro Ferrara non potrebbe essere. «Io ho sempre avuto il meglio da febbraio» strizza l’occhio coach Morea.
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