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Bondi, una domenica da famiglia felice

di Marco Nagliati
Bondi, una domenica da famiglia felice

Basket A2. Il buon debutto di Guarino sotto gli occhi dell’ex Ferri. La prova solida di Cacace e le mini-fan per Soloperto

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FERRARA. È stata una bella domenica di basket, la scorsa al Pala Hilton Pharma. Nella quale si sono intrecciati ritorni, sorrisi e riconoscimenti per un cammino iniziato nel 2011 e che contro Chieti ha permesso alla Bondi di portare a casa un bottino indispensabile. Non una vittoria epocale, ma data la congiuntura stagionale un successo che toglie asperità. Dopo un’infilata di sconfitte al fotofinish, ecco due colpi corroboranti (Legnano e Chieti, appunto). In vista di un calendario che proporrà un paio di cime scomode (viaggi a Treviso e Treviglio), la Pallacanestro Ferrara non s’è complicata l’esistenza.

Una vita da regista

Due giorni fa è stato annotato il debutto/ritorno di Francesco Guarino. Il play aveva iniziato la carriera “pro” a Ferrara nel 1998 indossando il gialloblù Semper, ora chiude il cerchio col biancazzurro Bondi. Avere un regista “puro” aiuta e non poco. Al di là di tutto, la pallacanestro è “scienza” semplice. Quelle piccole cose che mancavano alla Bondi di Morea, Guarino le ha portate: controllo del ritmo, pazienza nella circolazione di palla, equilibrio nelle soluzioni. Con lui, capitan Losi può togliersi un po’ di peso dalle spalle. Tornando a fare anche il guastatore improvviso: non a caso, domenica, le sue percentuali sono migliorate. E quando Losi perde lucidità, dalla panchina c’è una valida alternativa. Piuttosto: Morea e Losi stesso dovranno essere bravi nella gestione del futuro. L’altra sera ad una manciata di minuti dalla fine, dopo qualche attacco sconclusionato, capitan Jordan è stato richiamato a sedere e la sua faccia non era gaudente. Nulla di grave, poi Losi è pure rientrato, ma ora è da capire che le responsabilità vanno condivise. E non capiterà sempre agli stessi amministrare i minuti finali. Era la giornata dei registi e della definitiva ritrovata armonia tra tifoseria e squadra. Perché sugli spalti c’era l’acclamato ex play e capitano Michele Ferri, l’uomo che ha palleggiato per la società dal primo giorno della gestione Bulgarelli (premiato dal super tifoso Palumbo per i cinque anni di presidenza). A Micky la gente ha tributato doverosa riconoscenza, senza trascurare di tifare per gli attuali protagonisti. E se Ferri è venuto al Pala Hilton Pharma, sapeva che non avrebbe creato guai ambientali. Quelli, per fortuna, sono stati risolti. Bravi tutti. Lo stesso Ferri, su Facebook, ha scritto: “Ciao a tutti... Ci tenevo a ringraziarvi per l’accoglienza e le emozioni che mi avete regalato ieri (domenica; ndr). È stato bello rivedervi”.

Lestini il passato

Per scelta, Federico Lestini è finito fuori referto. Al suo posto un Under, Alberto Cacace, che grazie anche all’innesto di Soloperto può fare meglio ciò che serve alla causa: dare un minimo di respiro a Rush e tenere alta l’intensità in difesa. Un giovane che recita con umiltà ma con gambe scattanti e voglia. Le prime punte in rosa ci sono, necessitava irrobustire la panchina con iniezioni di energia.

Soloperto e le fan

Soloperto, che invece occupa lo “spot” di centro e ben si assembla con Brkic, in realtà garantisce anche classe. Pure con Chieti ha infilato un paio di canestri con tocco morbido: la sensibilità di chi ha talento. Soloperto sa stare in campo, s’è inserito subito come ha fatto Guarino. È di Ferrara, quindi le motivazioni non gli mancano. In carriera, a volte, ha avuto il difetto di sedersi un po’ ed accontentarsi. Quest’anno pensiamo non accadrà, anche perché in tribuna ha delle fan da non deludere: le figlie, che giusto domenica gli hanno dedicato affetto, incitamenti e un cartellone personalizzato. Più famiglia di così, la Pallacanestro Ferrara non potrebbe essere. «Io ho sempre avuto il meglio da febbraio» strizza l’occhio coach Morea.

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