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La Despar cade nel finale Arbitri decisivi e c’è amarezza

La Despar cade nel finale Arbitri decisivi e c’è amarezza

FERRARA. Una sconfitta che ha amareggiato la Despar. Quello di sabato a Forlimpopoli era un big match (prima contro seconda) e la direzione arbitrale non è stata all’altezza. I Tigers sono riusciti a...

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FERRARA. Una sconfitta che ha amareggiato la Despar. Quello di sabato a Forlimpopoli era un big match (prima contro seconda) e la direzione arbitrale non è stata all’altezza. I Tigers sono riusciti a sconfiggere un’ottima Despar grazie ad una partita tutto cuore e tenacia e sarebbe bello potersi fermare qui. Quando si perde è perché si fanno più errori e meno canestri degli avversari e come sbagliano - anche grossolanamente - i giocatori, è normale che pure gli arbitri commettano errori. Però è anche vero che c'è errore ed errore. In una gara bellissima e tiratissima, è certamente un peccato che la decisione ultima di chi dovrà gioire non arrivi da una giocata ma per una decisione a palla ininfluente a 2 decimi di secondo dalla fine del tempo supplementare con le squadre in parità.

In una gara in cui le due squadre si sono affrontate a viso aperto è normale che la grinta e l'identica voglia di vincere porti entrambe ad usare tutta la fisicità possibile, oltre alla tecnica naturalmente. In una gara tanto equillibrata è sembrato abbastanza strano che una delle due squadre commettesse esattamente più del 40% di falli rispetto all'altra. Ma passi, può succedere... Forse anche colpa del buio della palestra di Forlimpopoli. Pare altresì inopportuno, a circa un giro e mezzo d'orologio dalla fine, che sia fischiato un fallo tecnico, dopo uno di gioco, ad un giocatore fin lì molto corretto che si lamenta mettendosi semplicemente le mani nei capelli. In quel momento, gli extra liberi concessi sono risultati importantissimi per riagganciare le due squadre. Ma passi pure questo. Ciò che invece stride è quanto accaduto nel finale. Succede che l'ultimo pallone, a sette secondi dalla sirena dell'extra time, sia in possesso dei granata e che quel pallone, tirato da Lugli, non sia destinato al canestro bensì ad un rimbalzo. Dove tutti i giocatori in campo mettono lo stesso impeto nel cercare di accalappiare il pallone. A due decimi di secondo, con una palla uscita dal campo perché sfuggita a tutti i giocatori che si erano gettati per recuperarla, viene fischiato un fallo in attacco. Così facendo, grazie al bonus, la squadra in difesa (Forlì) si ritrova con due tiri liberi decisivi praticamente a tempo scaduto. Ma a ciò si aggiunge una ulteriore beffa. Viene infatti espulso il dirigente accompagnatore granata, reo di essersi alzato dalla sedia ed aver detto, in modo non offensivo e nemmeno a muso duro, che non era giusto che quella bella e tirata partita si decidesse in quel modo. La seconda beffa, legata all'espulsione, è stata la tranquillità concessa al tiratore dei due liberi di avere un’ulteriore chance per l'extra tiro; oltre naturalmente al nuovo possesso. Il fastidio granata è evidente.

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