La Nuova Ferrara

Sport

IL PUNTO

Non “sacrifici” ma investimenti E la promozione potrà ripagarli

di Paolo Negri
Non “sacrifici” ma investimenti E la promozione potrà ripagarli

FERRARA. Nulla di intentato. “Sacrifici” che vanno visti/letti come investimento e non come spesa. Perchè il ritorno, economico e sportivo, può ripagare con gli interessi. La Spal, la proprietà-Colomb...

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Nulla di intentato. “Sacrifici” che vanno visti/letti come investimento e non come spesa. Perchè il ritorno, economico e sportivo, può ripagare con gli interessi. La Spal, la proprietà-Colombarini, hanno un’idea meravigliosa in testa: la serie B. Da conquistare quest’anno, perchè l’occasione che si presenta può essere di quelle irripetibili. E perchè la squadra costruita in estate è forte, competitiva. Prima in classifica, a +6 sul Pisa, all’alba della terza giornata del girone di ritorno. Ma non basta. Nel senso che si è deciso di fare ancora di più. Non è un caso, e non è un dettaglio, che ieri in conferenza stampa al fianco del neo-acquisto Luigi Grassi ci fosse il patron Simone Colombarini. Una presenza di spessore per un arrivo di valore assoluto. I due simboli dei “sacrifici” della società e dell’ulteriormente accresciuto potenziale della squadra. Decidendo di ingaggiare Grassi, in questo mercato di gennaio, la Spal è uscita definitivamente allo scoperto. Non che l’obiettivo - il famoso “sogno” di mattiolana definizione - fosse nascosto, non che la classifica non parli chiaro. Ma dopo la prima ammissione stagionale di mister Semplici (nel post-Rimini: in precedenza, l’allenatore non aveva mai evocato l’obiettivo finale), ecco un altro segnale fortissimo. Grassi dovrà inserirsi nei meccanismi di campo e di vita di un gruppo cementato, oliato, all’unisono. Grassi non è la torta: la torta c’è già, frutto della ricetta elaborata dalla triade Mattioli-Vagnati-Semplici. Ma non ci sono dubbi sul fatto che Grassi sia un plus, un grande giocatore, di quelli che fanno innamorare, di quelli che sanno esaltare la folla. Di quelli, soprattutto, che fanno vincere. Perchè possiedono quel qualcosa in più. Piedi, estro, intelligenza, gol. Col Pontedera ne ha segnati a valanghe (22) e ha trascinato i granata in Prima Divisione. Dove ha risegnato tanto (15). Come prima con Lucchese e San Marino. A Salerno è passato come una meteora, perchè nell’integralista 4-3-3 di Sanderra non c’era spazio per il suo estro, per la sua posizione. Ad Ascoli - dove ha conquistato la promozione in B - ha fatto spesso il regista. Adesso torna al piano di sotto e ritroverà la sua posizione preferita, agendo negli ultimi 30/40 metri, ma potendo offrire tante soluzioni in più. Buon per la Spal. Non è fatta, sarà dura, ma una cosa è certa: ogni sforzo, ogni investimento, è per arrivare in serie B. Avanti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google