Morata e Dybala lanciano la Juventus verso la finale
Coppa Italia. L’Inter parte bene ma davanti è evanescente Doppietta del ritrovato spagnolo e sigillo finale del ‘gioiello’
TORINO. Nella serata in cui si sblocca Morata (doppietta) e in cui Dybala conferma, se ce n’era bisogno, il suo fiuto per il gol, la juve ipoteca la finale di Coppa Italia stendendo 3-0 un’Inter partita bene ma ancora una volta evanescente in attacco.
Allegri si affida in attacco a Mandzukic e Morata mentre Mancini lascia in panchina Icardi lanciando il tridente Jovetic-Ljajic-Biabiany. La partita è subito vibrante, con alto ritmo e frequenti capovolgimenti di fronte. Al 14’ la Juve reclama un rigore: punizione di Cuadrado dalla trequarti a sinistra colpita da Medel col braccio. Tagliavento lascia correre. Al 21’ ancora Cuadrado salta Felipe Melo e calcia vicino al palo. Al 36’ il penalty arriva ed è ancora l’attaccante colombiano a procurarselo inserendosi dalla destra dopo un triangolo con un compagno: Murillo lo spinge da dietro facendolo cadere. Proteste interiste ma anche proteste juventine: il difensore è solo ammonito mentre, come ultimo uomo, doveva essere espulso.
La ripresa si apre con l’Inter decisamente in avanti alla ricerca del pareggio ma senza creare vere e proprie occasioni da rete. La Juve invece è micidiale ancora con Morata che al 63’ raddoppia: cross da sinistra di Evra che Felipe Melo non riesce a liberare, la palla finisce all’attaccante spagnolo che immediatamente scaglia un destro in mezza girata imparabile. Al 66’ la prima vera occasione per l’Inter che potrebbe accorciare le distanze ma il bel colpo di testa di Murillo è sventato con bravura da Neto. Lo stesso difensore nerazzurro poco dopo travolge Cuadrado al limite dell’area beccandosi il secondo cartellino giallo e lasciando in 10 i suoi. Al 76’ Jovetic sbaglia la girata e la palla sbatte sul braccio di Caceres: l’arbitro propende per l’involontarietà e lascia correre. Al 78’ Morata si mangia il tris in contropiede ma 5’ dopo ci pensa il nuovo entrato Dybala a portare a 3 le reti bianconere, lanciando di fatto la Juve in finale.
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