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«Difesa intensa e rotazioni Ora la Bondi è squadra»

«Difesa intensa e rotazioni Ora la Bondi è squadra»

Basket A2. Domenica biancazzurri a Treviso con la De’ Longhi di Pillastrini Il coach ferrarese inquadra il match: dovremo colpire in contropiede

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FERRARA. È squadra davvero tosta, la De’ Longhi Treviso, che al Pala Verde, sospinta dal proprio numerosissimo pubblico, si esalta ancora di più. Domenica la Bondi dovrà interpretare il match nel giusto modo, cercando di restare attaccata all’avversaria il più possibile e, poi, il colpo del ko. Non sarà facile, ma dalla Bondi di oggi è lecito chiederlo. Lo sa anche Stefano Pillastrini, tecnico della De’ Longhi Treviso, che teme molto l’attuale Bondi.

“Pilla”, ferrarese doc, saprà solamente all’ultimo se avrà a disposizione capitan Augustin Fabi, assente nel test a Udine di mercoledì (vinto dai trevigiani 74-70, Ancellotti 16 punti) a causa di guai muscolari a una coscia: «Fabi sta benino - dice Pillastrini -, dal punto di vista del recupero è praticamente a posto, ma, con tutte le ricadute che ha avuto, vogliamo essere molto prudenti, così lo alleniamo principalmente senza contatto. È probabile che domenica venga in panca, anche se è in una fase di recupero della condizione».

Come sta la sua De’ Longhi, più in generale?

«Abbastanza bene. Abbiamo sfruttato le ultime gare, piuttosto agevoli, adesso arrivano delle gare molto complicate, a cominciare da domenica contro Ferrara. Vediamo se il nostro nuovo assetto, acquisito ormai, produce anche contro compagini che ora sono in grande forma».

Parlava di nuovo assetto. Abbott ha completato il processo d’inserimento?

«Possiamo considerarlo un processo molto ben avviato, ormai è con noi da molto tempo: diciamo che è dentro il nostro sistema al 100%. Dobbiamo sperimentarlo contro Ferrara, anche se nelle ultime gare è stato dentro il nostro sistema come i compagni».

Che gara prevede contro la Bondi?

«Questa è una Ferrara che fa paura. Oltre alle mani d’oro dei grandi tiratori che si ritrova, adesso si aggiunge il fatto che, con più rotazione, la squadra ha aumentato di molto l’intensità difensiva, che poteva essere considerata il tallone d’Achille nella prima parte del campionato. Aumentando intensità difensiva e rotazioni, Ferrara diventa una compagine molto pericolosa».

Ha aggiunto Soloperto, Brighi, Guarino e Cacace...

«Guarino è stato per anni un giocatore di riferimento per il campionato: chi voleva vincere, prendeva lui, giocatore di grandissima pericolosità. Soloperto sta facendo benissimo, ritornare nella sua Ferrara gli ha dato energie particolari e sta dando, in attacco e in difesa, un grande apporto. Brighi e Cacace allungano le rotazioni. Ferrara è in questo momento uno degli avversari peggiori che ci potessero capitare. A livello di primi cinque giocatori, era già una formazione di primissimo piano. Pagava il fatto che non aveva rotazioni, cosa che oggi ha, così il valore dei titolari viene enfatizzato».

La chiave per battere la Bondi?

«Giocare bene, difendendo con aggressività, fisicità e costanza. Bisogna che ogni volta che ce ne sarà la possibilità sviluppiamo il contropiede, arma per noi assolutamente imprescindibile. Quando saremo costretti a giocare a metà campo, dobbiamo avere una buona esecuzione. Mi rendo conto che sono cose banali, allo stesso tempo è proprio questo che dobbiamo fare. E bisogna che lo facciamo con continuità per 40’, cosa che a volte ci è mancata un po’. Ferrara, con questo assetto e questa pericolosità può fare break importanti. Dal canto nostro, non dobbiamo mai avere cali difensivi e costringere la Bondi a fare sempre e solo canestri difficili».

Lorenzo Montanari

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