Morata: «Grazie Juve Rinato con la fiducia di compagni e mister»
TORINO. Se la famiglia si rompe, la Juventus ha la cura: nel mondo del calcio non c'è medicina migliore della vittoria per ritrovare autostima e armonia con se stessi. Parola di Juan Cuadrado, che...
TORINO. Se la famiglia si rompe, la Juventus ha la cura: nel mondo del calcio non c'è medicina migliore della vittoria per ritrovare autostima e armonia con se stessi. Parola di Juan Cuadrado, che dopo il 3-0 sull'Inter ha commentato così: «Siamo una grande squadra, ma anche una famiglia. Andiamo tutti dalla stessa parte e questo credo faccia la differenza». È questa la vera ricetta della Juve targata Massimiliano Allegri: aver imparato a risolvere i guai personali dei singoli stringendosi attorno ai loro problemi proprio come si fa in una famiglia. La prova più evidente è la prestazione messa in campo contro l'Inter da Alvaro Morata. La società bianconera, e soprattutto da Allegri, la attendeva fin dal 4 ottobre. Fu quel giorno, contro il Bologna, che lo spagnolo mise a segno il suo ultimo gol. Poi 115 giorni di buio. «Ho avuto problemi personali, che ho portato dentro al campo invece di lasciarli fuori - ha ammesso dopo la doppietta contro l'Inter -. È stato un periodo difficile per me, dentro e fuori dal campo. Mi è stata utile la fiducia dei compagni e dello staff. E anche quella di coloro che giocano a Fantacalcio. Spero che un periodo così negativo non mi capiti più». La crisi di Alvaro Morata si era a tal punto acuita che - ha ammesso - non riusciva più a segnare nemmeno i rigori. «Se non avessi segnato il rigore probabilmente non avrei neanche visto l'occasione del secondo gol - ha detto dopo la partita contro l'Inter -. Quanto al rigore, è vero, l'ho calciato bene, ma in allenamento li avevo sbagliati quasi tutti». Grazie a quel rigore, invece, e ai compagni sempre a lui vicini, Alvaro Morata è tornato tanto al gol quanto alla convinzione in se stesso. È questo uno degli elementi della forza della Juventus. Massimiliano Allegri ha sempre avuto parole positive nei confronti tanto della squadra quanto di Morata. Anche nei momenti meno positivi ha sempre difeso i singoli e il gruppo. Ora i fatti gli stanno dando ragione. Lui, via twitter, ha commentato così dopo il 3-0 sull'Inter: «Volevo incoscienza, i ragazzi hanno messo anche intelligenza e concretezza! Il nostro viaggio deve continuare con questo bagaglio». Se davvero la sua Juve vuole migliorare, al punto in cui è arrivata ha bisogno ora di incoscienza. Di osare a fare ciò in cui non crede. Perché da lì passa la strada che porta alla Champions. Tradotto in termini sportivi, il tweet di Allegri ha questo significato: ora che la Juventus è diventata una famiglia, può permettersi anche di farsi incosciente, fino al punto di credere che eliminare il grande Bayern è possibile.
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