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E la Tramec stavolta mostra i muscoli Vince con la difesa

E la Tramec stavolta mostra i muscoli Vince con la difesa

La 4ª di rit.: Piacenza-Rimini 82-75; Santarcangelo-Valsesia 76-78; Bottegone–Livorno 76-67; Tramec-Faenza 76-71; San Miniato-Torino 91-51; Piombino-Forlì 59-60; Oleggio-Trecate 78-66; Cecina-Monsumma...

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CENTO. La Tramec suona la nona: sabato sera non brilla come in altre circostanze ma fa suo il derby con Faenza, avversario più ostico di quanto si potesse pensare. Partita in altalena, tanti parziali da una parte e dall'altra. Tanti tiri da tre sulla sponda romagnola; più difesa e sostanza sul versante centese. Alla fine, dopo un primo quarto dominato e 20' ad inseguire, il derby l'ha deciso una fiammata di 5' in cui Cento ha costruito un buon margine di vantaggio e portato a casa la vittoria nonostante l'ultimo tentativo di rimonta firmato Casadei. Bene così, conta vincere: farlo giocando meno bene del solito, e dopo aver inseguito per tanti minuti, conferma gli attributi del gruppo. Stavolta le giocate determinanti non sono state farina del sacco dei soliti noti: Contento, dopo un ottimo avvio si è un po' spento; Benfatto (comunque decisivo con due piazzati dei suoi proprio sul più bello) l'ha messa un po' troppo sul personale. Stavolta i punti decisivi li hanno insaccati Fontecchio, Demartini e Caroldi. E la spinta l'ha data D'Alessandro.

«Siamo un po' mancati in personalità - attacca coach Giordani -; siamo partiti forte, difeso benissimo nei primi 10' e preso subito il largo. Poi ci siamo seduti. Sapevo benissimo che Faenza era temibile al tiro, in grado di fare strisce importanti: l'obiettivo era tenerli sotto i 12 canestri da tre punti. Siamo andati sotto ma non abbiamo mollato; purtroppo non siamo mai entrati completamente in partita, ma alla fine vincere nelle difficoltà fa anche bene».

Non tutto è da buttare, Giordani evidenzia dove si aspettava di più ed applaude chi nel momento decisivo ha “spaccato” la partita: «Troppe palle perse potevano costare carissimo, non va bene. Come non vanno bene i rimbalzi: ne abbiamo presi pochi, pochissimi secondi tiri in attacco. Abbiamo centri importanti, ci vogliono più rimbalzi in attacco. Non mi piace quando si gioca tra amici: Benfatto l'ha messa sul personale contro l'amico Casadei e sbagliato anche tiri facili; Contento, dopo una buona partenza, non ha avuto il rendimento solito. Fontecchio ha faticato a entrare nel match, ma poi ha segnato il canestro decisivo: guarda caso con un rimbalzo in attacco. Determinante l'impatto di D'Alessandro».

Faenza non si è mai arresa: a 40” dalla fine Casadei ha segnato una tripla incredibile riaprendo una partita già chiusa, riaperta da un banale errore: «Abbiamo rischiato, è vero. A volte fa bene vincere anche così - chiude Giordani -; mi tengo la vittoria e mi tengo la difesa perché c'è dire che Faenza ha sempre segnato canestri difficili, mai banali; nel complesso abbiamo difeso bene (magari non per tutti i 40'; ndr), davanti dobbiamo continuare a lavorare sodo in allenamento. Non dobbiamo mai accontentarci, essere cinici per portare a casa il risultato: sabato lo abbiamo fatto dimostrando di avere carattere». Sabato è stata l'occasione per salutare l’ex Casadei, premiato dalla curva. È stato l'ultimo ad alzare bandiera bianca, alla fine ha messo paura ai suoi vecchi tifosi con una tripla delle sue con tante mani in faccia. Più tiepida la tifoseria verso Silimbani. Ora per la Tramec l'insidiosa trasferta di Rimini. Sarà un'altra battaglia.

Simone Gagliardi

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