Treviso trema Ma la Bondi manca l’acuto
La De’ Longhi controlla però non chiude All’ultimo Ferrara spreca il colpo vittoria
E’ stata scoperta proprio sul più bello la Bondi. Quando stava per mettere a segno un colpo degno di Arsenio Lupin, strappando alla De’ Longhi il bottino più prezioso, è scattato l’allarme che ha fatto chiudere di nuovo la porta della cassaforte. Lasciando a bocca asciutta Ferrara e dando a Treviso ciò che in fondo si meritava. Ovvero l’ottava vittoria casalinga in dieci gare e il quarto risultato utile consecutivo. Ma per i cinquemila del PalaVerde il rischio di vedersi l’urlo strozzato in gola è stato reale e concreto. Perché la Bondi, dopo aver sostanzialmente sempre subìto la forza dei padroni di casa, era riuscita a risorgere da un “-18” (52-34 del 23’) che sembrava condannarla anzitempo. Di fronte ad una squadra ben più solida e fisica, con talento e tecnica, la Bondi era riuscita a reggere per 38’, giocando alla pari con padroni di casa, pur tra alti e bassi. E poi, quando Treviso pensava ormai di avere vinto, ecco che Ferrara ha messo in scena la rimonta che nessuno s’aspetta.
Nonostante il pessimo controllo dei rimbalzi (16 offensivi per Treviso sono un’enormità) e una difesa altalenante, a 5’ dalla fine la Bondi era sul 76-66. Dieci punti che non sembravano lasciare spazio di manovra. Invece Ferrara ha cercato di sprecare meno degli avversari, che dopo tre quarti eccellenti sembravano aver meno energie del previsto. Tornando a dare palla sotto è così arrivato prima un canestro di Soloperto e poi un’azione vincente di Brkic che ha fruttato un viaggio in lunetta. Passano i minuti, Rush attacca il ferro, Treviso non riesce più tenere il passo furibondo dei primi tre quarti e Ferrara non ha certo paura di osare. Tanti liberi, fiato sospeso e cronometro che corre. A un minuto dalla fine ecco una tripla di Losi alla quale risponde un indiavolato Abbott con un canestro da due, poco prima dell’altro missile di Brkic. Il cronometro, ora, snocciola i secondi col contagocce. Le emozioni non mancano e la tensione sale. Quella che era una vittoria scontata per Treviso, rischia di trasformarsi in un mezzo incubo. Proprio per una Bondi con la testa leggera, che non smette di crederci e getta il cuore sul campo. Dalla lunetta a Treviso trema la mano: Powell fa uno su due per l’82-78 a 22” dalla sirena. Altra azione, altra buona circolazione di palla e altra tripla di Brkic: 82-81 a 13” dalla fine. Per la De’ Longhi solo un altro punticino dalla lunetta con Abbott (83-81). E con 12” da giocare la Bondi ha la palla in mano e la possibilità di imbastire l’azione per agguantare il supplementare o addirittura vincere. Servono sangue freddo, mano ferma e lucidità. Grande lucidità. Invece, mentre tutto il PalaVerde ha il fiato sospeso, Guarino si perde tra le maglie di una difesa che, ovviamente, ha alzato tutte le barriere possibili per fermare l’ultimo assalto e ci riesce. Nel rodeo finale arriva un fallo di Soloperto. A cronometro fermo Fantinelli segna due liberi che allargano il margine e bloccano la Bondi proprio quando avrebbe dovuto avere la capacità di compiere il furto con destrezza.
Peccato, perché nonostante tutto la Bondi aveva retto il passo di Treviso. E a parte una sbandata tra il secondo e terzo quarto, Ferrara non ha certo sfigurato di fronte ad avversari ben più solidi fisicamente, che davanti al loro splendido pubblico hanno una marcia in più. Certo, le palle perse, il mancato controllo dell’area e l’incapacità di dare continuità alla difesa alla fine hanno pesato; forse più del dovuto. Ma ancora una volta, anche di fronte ad un top team, la Bondi non ha sfigurato. Solo che per la classifica servono vittorie e non belle figure.
Mauro Cavina
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
