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Fotofinish nemico della Bondi Ora le gare clou

di Marco Nagliati
Fotofinish nemico della Bondi Ora le gare clou

Basket A2. Pure a Treviso l’ultima azione è amara Febbraio il mese decisivo per il sogno playoff

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FERRARA. Sarà indiscutibilmente febbraio il mese spartiacque per le ambizioni o le ambasce della Bondi. Biancazzurri al momento a metà del guado: quattro punti di margine dalla zona playout, bottino non certamente rasserenante ma comunque gestibile. Con l’avvertenza, però, che fra tre settimane è previsto lo scontro diretto a Jesi che sarà bene non sottovalutare. Altrettanti punti separano la Pallacanestro Ferrara dal sogno playoff. A stretto giro di posta ci saranno diversi scontri diretti che, se vinti, giocoforza rialzeranno il livello delle aspettative. Il guaio è che i tanti inciampi di “un niente”, da un po’ di tempo a questa parte, hanno fatto sì che molte formazioni stiano davanti alla Bondi. Se i punti da rimontare non sono esagerati, tante però sono le squadre che si possono mettere in mezzo tra il team estense e il traguardo spareggi-promozione.

Un po’ per colpe, un po’ per un destino poco amico, la Bondi ha ceduto punti soltanto per non aver trovato l’ultimo decisivo cent. Tanto sacrificio per poter estrarre dalla tasca un buon portafogli, vanificato da un’amnesia. Una sciocchezza. Un errorino. Con quella di domenica a Treviso sono almeno quattro le gare gettate al vento nei secondi finali. Nel punto a punto del fotofinish. Il cesto concesso in penetrazione al più piccolo del lotto (Rivali) contro Ravenna; i liberi sprecati da Brkic e la tripla affrettata di Losi sotto di un punto contro Brescia. Oppure sempre i liberi sul ferro di Rush contro Imola col tabellone in parità, il canestro concesso a Washington e l’ultima azione gestita malissimo da Bucci. Essendosi giocata tanti bonus, adesso Ferrara ne ha ben pochi da buttare in ottica playoff. Domenica scorsa, quella di Treviso, non era certo la partita dalla quale attendersi il successo. E in effetti la De’ Longhi l’ha sostanzialmente controllata. In avvio senza scrollarsi di dosso la Bondi, nel terzo parziale quasi esondando (+18). Non l’ha chiusa, anche perché i ragazzi di Morea hanno un anima e - ora - un assetto robusto. Barcollano ma non crollano. E appena Treviso ha rifiatato, appena i giocatori del “Pilla” hanno perso sfrontatezza offensiva e fisicità difensiva, la pattuglia estense s’è riavvicinata. Avendo poco da perdere e qualche centimetro in più di spazio, i tiri sono diventati letali. Inesorabile rimonta, apparecchiata da tre triple in poco più di un minuto (due Brkic, una Losi). A 12” dalla sirena, sotto di due (83-81) ecco il solito pallone del destino in mano biancazzurra. Ancora una volta è finita in maniera deludente, con un’azione ingarbugliata stavolta gestita male da Guarino. Cambiano i protagonisti dell’attimo fuggente ma non muta l’epilogo. «Sarebbe stato fondamentale in chiave playoff» sussurrava deluso a fine gara Bucci. Vero, eppure saranno le prossime, essendo scontri diretti, a diventare ancor più determinanti. Domenica la Bondi va a Treviglio, come da tradizione rivale coriacea e capace di qualsiasi impresa. Ha appena sbancato Recanati, facendo un favore anche ai ferraresi; d’ora in poi la Remer potrà seguire leggera il sentiero dell’alta classifica. Se la Bondi perde, la remuntada che chiede il presidente Bulgarelli diviene complicatissima. E dopo Treviglio, ecco Verona al Pala Hilton Pharma. La Tezenis era considerata una delle quattro big del girone (con Brescia, Treviso e Mantova), sta attraversando una crisi ulteriormente alimentata dalla pressione di una piazza che si aspetta il top. Al momento Verona ha perso quella sana arroganza che incute timore: vive di alti e bassi. Rimane tosta, epperò non imbattibile. Molta difesa, qualche difficoltà nello sviluppo del gioco. Febbraio proseguirà, per la Bondi, con il viaggio a Jesi e poi Trieste in casa: il primo è scontro diretto per la pratica salvezza, l’altro per rinverdire i sogni. Chiusura del mini-ciclo con Recanati. Condivisibile che la Pallacanestro Ferrara pensi di avere dei valori migliori rispetto a quanto indica la classifica, giusto con il nuovo assetto ritenere di poter salire qualche gradino del ranking. E se a Treviso pareva arduo spuntarla, beh su Treviglio un pensierino va fatto. Servono colpi d’ala per dare sostanza ai sogni. Le carte da mettere sul parquet ci sono. Intanto per dare maggiore spessore al cuscino che protegge dagli spigoli del fondo classifica, poi per alzare un po di più la testa verso il vertice.

Classifica: Brescia 30; Treviso 28; Imola 28; Mantova 26; Roseto 22; Verona 22; Ravenna 20; Bologna 20; Treviglio 20; Trieste 18; Chieti 16; Bondi 16; Jesi 14; Legnano 12; Recanati 8; Matera 4

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