Spal, più soluzioni per staccare il Pisa
Con Grassi 3-4-1-2 o 5-3-2 lunedì col Pontedera dopo che i nerazzurri avranno giocato il delicato derby con l’Arezzo
FERRARA. La meravigliosa azione che al 90’ di Pistoiese-Spal ha permesso ai biancazzurri di segnare il gol della vittoria, ha avuto sviluppo collettivo. Ma nella sua ultima fase ha visto coinvolti direttamente i tre uomini offensivi della squadra di mister Semplici: cross di Finotto, velo di Cellini e girata vincente del neo-acquisto Grassi.
Gli ultimi due erano entrati dalla panchina, a testimonianza della “profondità” dell’organico spallino e dell’ampio e qualitativo ventaglio di soluzioni a disposizione dell’allenatore. Di sicuro la formula offensiva con Grassi al fianco o, più preferibilmente, alle spalle delle due punte è molto interessante e può rappresentare una soluzione da tenere in alta considerazione. Ma quale potrà essere, da qui in avanti, l’assetto base della Spal? Diamo per scontato che - a priori - Grassi giocherà. È stato preso per quello, per la qualità, l’esperienza, la personalità ed i gol che sa garantire. Aggiungiamo che l’ex ascolano può teoricamente ricoprire quattro ruoli: seconda punta, trequartista, attaccante esterno, mezz’ala. Quest’ultima posizione è quella in cui Semplici l’ha ed in cui l’ha poi inserito (al posto di Di Quinzio) nel corso della ripresa di Pistoia, prima di accentrarlo. In prospettiva, come utilizzo stabile, non crediamo che Grassi verrà proposto da mezz’ala o da punta laterale in un attacco “a tre”: potrà occasionalmente, in base a situazioni contingenti, essere collocato lì, ma non sono gli abiti che più gli si addicono. Dunque, Grassi trequartista o seconda punta. La prima soluzione presupporrebbe - per mantenere invariato l’assetto con tre difensori centrali - l’utilizzo del modulo 3-4-1-2; la seconda consentirebbe di confermare l’abituale 5-3-2 che è un po’ il marchio di fabbrica della Spal sempliciana. Ma Grassi attaccante al fianco di chi? Con Finotto mancherebbe un centravanti di ruolo; con Zigoni la coppia sarebbe sì complementare ma starebbe fuori proprio Finotto, che per il gioco di Semplici è pedina fondamentale per sfruttare gli spazi in profondità; con Cellini verrebbe varato un tandem di squisito linguaggio tecnico e capacità di dialogo e intesa (vedi l’ultimo atto dell’azione del gol a Pistoia), però farebbe difetto una punta in grado di pesare sulla difesa avversaria.
Al tirar delle somme, crediamo che la soluzione di comodo sarebbe Grassi mezz’ala sinistra: in tal modo Semplici non dovrebbe cambiare sistema tattico, manterrebbe le due punte, troverebbe collocazione per Grassi, avrebbe meno “mal di testa”. Come osservatori esterni, però, ci siamo già espressi circa le nostre perplessità su Grassi in quella posizione: lì avrebbe maggior dispendio di energie e sarebbe più lontano dalla zona dove può incidere e lasciare il segno. Ecco dunque che il 3-4-1-2 diventa soluzione assai stuzzicante. Resta da capire se l’allenatore la varerà dall’inizio o se la terrà come alternativa in corsa. Il tecnico soppeserà col bilancino pro e contro, anche in funzione dell’avversario. Il prossimo (lunedì sera al “Mazza”) sarà il più che scorbutico Pontedera di Indiani, reduce da un ko interno - con L’Aquila - profondamente bugiardo alla luce di gioco, due gol annullati ed un legno. Il Pontedera e Indiani hanno avuto un ruolo cruciale nella carriera di Grassi (ne sa qualcosa la stessa Spal...), che con tutta probabilità verrà proposto dall’inizio. Dove, lo scopriremo. Di sicuro il ferro va battuto finchè è caldo: in casa Pisa ci sono acque agitate e la partita con l’Arezzo non sarà comoda. Per questo la Spal dovrà cercare di allungare ulteriormente o di conservare il fresco +9. Compito non scontato, ma stimolante.
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