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Per la Bondi l’ultimo treno playoff passa a Treviglio

Per la Bondi l’ultimo treno playoff passa a Treviglio

Alle 18 gara quasi fondamentale per le ambizioni estensi La rincorsa verso l’alta classifica passa da un colpo difficile

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FERRARA. Sulla carta tutti temono la Bondi. La sua forza sotto canestro, la sua capacità di segnare da tre punti e la sua esperienza. Ma poi, una volta in campo, questi valori si ridimensionano sul piatto della bilancia della continuità. Tenere ritmi alti e intensità elevata per quaranta minuti, spesso non è riuscito al team estense. Ed è stato proprio questo fattore a condannarla sovente. A Treviso, una settimana fa, è successo qualcosa di diverso. Ferrara ha inseguito per tutta la partita e poi ha tentato una zampata felina. Anche qui, però, è mancata la lucidità nel finale. Un difetto che coach Morea sta cercando di curare, sapendo che su altri fronti di passi in avanti ne sono stati fatti parecchi. Perché non sempre la Bondi avrà come avversaria Treviso, Imola o Brescia. Ed è per questo che oggi a Treviglio (Pala Facchetti dalle 18), Ferrara deve tentare di concretizzare tutti i progressi fatti nell’ultimo periodo. Certo, battere la Remer sul proprio campo è riuscito solo a Mantova e Roseto. Ma se Ferrara vuole cullare ancora speranze playoff non può aspettare ancora a vincere e andare sul 2-0 con Treviglio (all’andata finì 99-92) è quasi un obbligo.

Guarino in settimana ha avuto qualche noia muscolare, ma ci sarà. Henderson non potrà dare così poco come a Treviso, sebbene non sia proprio un giocatore da trasferta. In ogni caso i punti di forza della Bondi (gioco interno e tiro da 3) possono essere sufficienti per tentare il colpo. Il primo a suonare la carica è il capitano. «Per noi la trasferta di Treviglio è forse il crocevia più importante della stagione - dice Losi -: in caso di vittoria potremmo puntare ancora ai playoff, in caso di sconfitta sarebbe tutto più difficile. Tralasciando la classifica, siamo pronti ad affrontare la partita senza paura». Tatticamente Treviglio fonda il suo gioco sull’asse Marino–Rossi, a cui si aggiunge la capacità di segnare di Kyzlink (quasi 14 punti a partita), Sorokas e Tambone. Squadra che ha un solido nucleo storico, gioca molto in transizione sfruttando la dinamicità dei suoi giocatori.

Mauro Cavina

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