Il Sant’Agostino fa suo il derby dei nervi
Gilli, Nalli e Merighi abbattono l’Argentana. Gara carica di tensione, Marchini entra al 65’ e viene espulso venti minuti dopo
ARGENTA. Un Sant'Agostino massima espressione del cinismo vince con tre reti di scarto il derby in casa dell'Argentana, punita oltre i propri demeriti e, per l'ennesima volta, penalizzata da un arbitraggio non equilibrato. È stato un derby in tutto e per tutto, con gli ospiti che si sono mostrati più a loro agio all'interno di una partita dura e senza esclusione di colpi. Tre tiri e tre gol per i ramarri, frutto di due palle inattive e un contropiede in pieno recupero. Granata, invece, condannati da due dormite generali su due calci piazzati dell'ex Lodi e da una serie di episodi puntualmente a sfavore della formazione di mister Simeoni. Un rapporto, quello tra l'ambiente dell'Argentana e le terne arbitrali, che si arricchisce di un'ulteriore incrinatura e che, alla luce dei fatti, sta costando troppi punti.
Dopo una prima fase di gara dai ritmi piuttosto blandi, alla prima vera occasione gli ospiti si portano in vantaggio. Minuto 20': punizione di M. Lodi da posizione decentrata sulla destra, torre di testa di Fiorini e Gilli, tutto solo sul secondo palo, insacca di testa: 0-1.
L'Argentana non sembra particolarmente ispirata; vedere per credere il primo tiro nello specchio che arriva solo al 31' a firma di Pagani, addirittura dal cerchio di centrocampo, sul quale Conti non deve nemmeno impegnarsi. Ben più insidioso il destro dal limite del numero dieci argentano al 37' dopo la sponda aerea di Tumolo, con la sfera che termina fuori. Dopo le proteste per un episodio dubbio all'interno dell'area ospite, con Donati atterrato al momento del tiro, al 40', il Sant'Agostino beneficia di un altro calcio di punizione, questa volta dal versante sinistro. Traversone a rientrare sempre di M. Lodi, stacco di testa di Nalli e palla ancora in rete: 0-2.
Che sia una giornata storta per l'Argentana si capisce anche quando, nei minuti di recupero del primo tempo, Pagani mette al centro un invitante pallone dalla sinistra, ma Maione e Filippi si ostacolano al momento del tiro e l'occasione sfuma.
La ripresa comincia con i padroni di casa alla disperata ricerca del gol. Al 54', bel traversone dalla destra di Filippi, con Tumolo che riesce a coordinarsi e a colpire al volo di sinistro, ma la palla termina di poco alta sopra la traversa. Clamorosa, al 60', l'opportunità sprecata dallo stesso centravanti argentano, che, al limite dell'area piccola, non sfrutta l'intelligente torre di Alberi, con Conti che si esibisce comunque in una brillante respinta d'istinto. Simeoni si gioca la carta Marchini, febbricitante e tenuto inizialmente in panchina, mentre Ferrari toglie dal campo Nalli, già ammonito, un secondo dopo essere stato graziato dall'arbitro dopo una plateale gomitata da rosso diretto. La difesa dei bianco-verdi, però, è granitica e per l'Argentana non c'è proprio verso di scalfirla. La resa si materializza pochi istanti dopo, quando l'assistente Bertozzi richiama l'attenzione dell'arbitro e fa cacciare proprio Marchini, reo di aver detto forse una parola di troppo. Nei minuti di recupero, l'epilogo sportivamente più drammatico, con la beffa finale per Donati e compagnia. Da un lato, la traversa colpita da Amadori su corner di Pagani; dall'altro, sul ribaltamento, il definitivo 0-3 del subentrato Merighi in contropiede.
Il Sant'Agostino festeggia, l'Argentana si lecca le ferite di una domenica quanto meno sfortunata.
Daniele Carnaroli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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