Volano critiche all’arbitro da parte dei padroni di casa
ARGENTA. È sempre più un far west la zona spogliatoi del “Lucio Mongardi”. Clima di sostanziale fair play tra i giocatori, nonostante la gara spigolosa, ma tensione alta nei confronti del direttore...
ARGENTA. È sempre più un far west la zona spogliatoi del “Lucio Mongardi”. Clima di sostanziale fair play tra i giocatori, nonostante la gara spigolosa, ma tensione alta nei confronti del direttore di gara e dei suoi assistenti, uno dei quali, lo stesso che ha fatto cacciare (misteriosamente) Marchini, esce dallo spogliatoio e si rivolge addirittura con parole intimidatorie verso il presidente Bruschi durante l'intervista con altri colleghi della carta stampata, minacciandolo di
stigmatizzare in maniera ufficiale
l’Argentana e il suo presidente se sulla stampa compariranno cronache diverse dalla realtà dei fatti.
Massima sincerità nelle parole dell'allenatore del Sant'Agostino, Marco Ferrari: «C'è soddisfazione - dice - , volevamo fare bene e dare continuità ai buoni risultati. È chiaro che usciamo con un risultato fin troppo rotondo; lo 0-3 è un risultato troppo pesante per l'Argentana rispetto a quanto si è visto in campo, ma nel complesso credo che la vittoria sia meritata. Abbiamo segnato due gol nel primo tempo - dice ancora l’allenatore del Sant’Agostino evidentemente soddisfatto per la vittoria esterna nel derby - , due palle inattive che hanno facilitato il compito, poi siamo stati bravi a difenderci. In questo momento stiamo bene fisicamente e interpretiamo bene le gare».
Sconfortato, invece, l'allenatore dell'Argentana, Daniele Simeoni, che difende la prestazione dei suoi, ma è avvilito per quanto sta accadendo ormai troppo frequentemente con i fischietti: «Abbiamo fatto una buona partita, pagando due errori individuali sui quali dobbiamo lavorare. A mio avviso, però, nel primo tempo c'era almeno un rigore, ma non è mi piaciuta la gestione globale, soprattutto quella dei cartellini. Ci sono troppe cose davvero complicate da gestire, perché veniamo puntualmente penalizzati. Non capisco - conclude mister Simeoni - proprio cosa abbiamo fatto per meritarci un tale trattamento». (dan.car.)
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