Il Sant’Agostino fa festa Argentana una polveriera
Eccellenza. Dopo il derby rimangono umori opposti. “Ramarri” cinici e vincenti Granata ancora infuriati per l’arbitraggio, ma anche colpevoli per alcuni errori
ARGENTA. Uno 0-3, sia per chi vince, sia per chi perde, lascia sempre degli strascichi. Figuriamoci se parliamo di un derby. Argentana e Sant’Agostino hanno vissuto una domenica dalle emozioni contrastanti. Da un lato i granata, sconfitti pesantemente ma con tante cose su cui recriminare, verso se stessi ma non solo; dall’altro lato, i biancoverdi, che, sfruttando al massimo le poche occasioni create, hanno ottenuto l’ennesimo risultato utile di questa loro brillante stagione.
I ramarri ci hanno messo un mesetto a carburare, poi, da quel momento, hanno iniziato a macinare gioco e punti. Domenica, al “Mongardi” di Argenta, hanno confermato le loro doti principali, quelle di una squadra solida con una buona organizzazione difensiva, con giocatori di categoria e talentuosi. A differenza dell’Argentana, è apparsa evidente la maggiore predisposizione a giocare partite di questo tipo, in cui il carattere va oltre ogni discorso tecnico e tattico. Cuore, voglia, intelligenza: queste le tre caratteristiche citate sulla pagina Facebook della formazione di mister Marco Ferrari, elementi che hanno fatto la differenza, insieme a una serie di episodi favorevoli, che hanno inciso notevolmente sullo svolgimento del match.
E quando si parla di episodi, ultimamente, in casa Argentana, il pensiero va subito agli arbitri. La squadra di Daniele Simeoni deve sicuramente recitare il mea culpa per i due errori individuali di posizionamento che hanno spianato la strada agli ospiti, con ben due gol subiti da calcio piazzato, ma anche domenica la lotta non si è giocata ad armi pari. La disparità di trattamento sui due lati del campo, da qualche giornata, è una costante e c’è chi sta pensando che ci sia un vero e proprio accanimento contro i granata. Se è vero che due indizi fanno una prova, si potrebbe elaborare un intero dossier sui torti arbitrali ricevuti in questa stagione, soprattutto nell’ultimo periodo, quando troppe gocce hanno fatto traboccare il vaso. Dopo lo show contro la capolista Alfonsine, che ha avuto conseguenze pure in termini di squalifiche, anche contro il Sant’Agostino tanti episodi sono stati valutati in modo diametralmente opposto da una parte e dall’altra. Il presidente Bruschi, dopo il novantesimo, ha parlato di una casta protetta cui piace fare da protagonista, ma da quando sono iniziate le proteste, la situazione è degenerata. L’impressione è che chi arbitra l’Argentana, ora, abbia qualcosa di premeditato in testa e, senza la mente sgombra da pensieri, non riesca ad avere la giusta lucidità nel prendere le decisioni. Mister Simeoni vorrebbe tanto smorzare i toni, cercare di fare quadrato attorno alla squadra, ma l’ambiente granata è ormai una polveriera pronta ad esplodere. La classifica, almeno quella, non preoccupa particolarmente, ma la guardia va tenuta alta, per dimostrare sul campo i valori effettivi.
Daniele Carnaroli
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