Spal, è una notte memorabile
Calcio Lega Pro. Gara sofferta ma di spessore: batte l’ostico Pontedera e torna a +9 sul Pisa
FERRARA. Notte magica per la Spal. Batte l’ostico Pontedera e torna a +9 sul Pisa. Vittoria lunga a maturare, ma il merito dei biancazzurri è stato quello di avere pazienza e non scomporsi mai, nonostante le difficoltà create dall’avversario e le complicanze un po’ legate ad un assetto offensivo non canonico. Ma i fatti hanno dato ragione a mister Semplici. E contano i fatti, non le opinioni.
Formazione spallina a sorpresa. C’è sì Grassi dall’inizio, ma non le due punte. Mister Semplici opta per mantenere la difesa “a cinque” e i tre centrocampisti, con Di Quinzio come sempre mezz’ala sinistra. Grassi, ex di turno e alla prima da titolare dopo il recente arrivo (bagnato con il gol-vittoria a Pistoia), ha l’11 però fa il falso nueve, in appoggio a Finotto, che attaccante di riferimento non è. L’allenatore propende dunque per un 5-3-1-1 con avanti di movimento e classe (Grassi) e abili a sfruttare gli spazi nel “lungo” (Finotto), rinunciando sia a Cellini sia a Zigoni. Se ne potrebbe discutere.
Pontedera invece con la formazione annunciata, ma è più un 5-3-2 che un 3-4-2-1, almeno in fase difensiva.
Partita subito vivace. La prima banderilla è della Spal, pericolosa all’8’ con apprezzabilissimo triangolo Mora-Grassi-Mora: il laterale si presenta davanti a Cardelli ma è in posizione un po’ defilata e il portiere ribatte. Il giovane Pontedera comunque non sta a guardare, ha personalità e buona grana tecnico-tattica, e punge soprattutto sull’asse di destra con Gemignani e Disanto. Al 20’, da corner, zuccata di Curti e per poco un piedone granata non giunge alla conclusione mortifera da due passi. Toscani propositivi, Spal un po’ in difficoltà nel fraseggio e nell’azione di avvicinamento, anche perché Grassi non ha un “appoggio” con cui dialogare e scambiare nello stretto, e la squadra cerca molti lanci lunghi per Finotto senza che ci siano le praterie che l’ex monzese predilige. Quando la manovra riesce a svilupparsi, però, si vede eccome. Come al 29’ quando i biancazzurri liberano Mora al cross e Cardelli in uscita ci mette il pugno per togliere la sfera dalla testa di Schiavon. Al 39’ punizione di Di Quinzio che Cardelli neutralizza con qualche affanno. La gara si lascia guardare, ma la Spal non aziona mai Lazzari (solo una volta, al 40’) e non ha peso specifico in avanti, dove manca un vero centrattacco. Così al 45’ serve un prodigioso riflesso di Branduani per impedire il gol ospite su poderosa incornata ravvicinata di Luperini. Dal corner per il Pontedera s’innesca però il contropiede biancazzurro, vanificato dal ritardo con cui Schiavon - che porta troppo palla - non serve Finotto in profondità e nello spazio. Poco dopo, botta di Castagnetti deviata in angolo da Cardelli, ma non c’è tempo per battere il corner.
Nella ripresa, al 4’ sinistro radente di Schiavon dal limite: parato. Al 12’ Branduani si fa le unghie per alzare sopra la traversa la sventola di Scappini. Al 15’ la Spal chiede il rigore per presunto fallo di mano di Vettori, a terra, a contatto con Finotto in scivolata. Il primo cambio è Spighi per Schiavon. E il neo-entrato è subito decisivo: frulla le gambette prodigiose, fa un tunnel, serve Mora che scodella mirabilmente per Finotto, che con il collo destro fulmina Cardelli. Bellisima azione, bellissimo gol da... centravanti. Poi Spighi ci prova personalmente e il portiere gli nega il raddoppio. Semplici mette Zigoni in luogo di Grassi. Indiani risponde con la punta Bazzoffia al posto del terzino Sane. Altra mossa spallina: Gentile (alla prima dopo il grave infortunio di settembre) rileva Di Quinzio per irrobustire la mediana. La Spal in controllo la porta al termine. Vittoria che vale oro. Il Pisa continua a vedere in lontananza la targa biancazzurra.
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