La Spal di mister Semplici sta scrivendo la storia Ora sognare è possibile
Calcio Lega Pro. La vittoria sul Pontedera lascia a “-9” l’inseguitrice Pisa E lunedì sera infranto anche il tabù Raisport. Sabato sotto con l’Aquila
FERRARA. L'indimenticabile Massimo Catalano di “Quelli della notte” avrebbe potuto dire: «Meglio vincere tre partite per 1-0 piuttosto che una 3-0 e non imporsi nelle altre due». È evidente che il terzo successo di fila conseguito lunedì sera contro il Pontedera, sempre con il minimo scarto - che sta diventando il marchio di fabbrica della Spal -, rappresenti un passo avanti molto importante verso il “sogno”. Una vittoria pesantissima che consente di mantenere i nove punti di vantaggio sul Pisa secondo e dieci sulla Maceratese, terza. È proprio un bel viaggiare. La Spal, al cospetto di un avversario ostico che si era già imposto in cinque occasioni in trasferta, probabilmente non ha giocato la migliore partita del proprio campionato dal punto di vista della prestazione, ma ha saputo attendere con pazienza e al momento buono ha trovato la giocata per bucare la formazione di Indiani; gestendo poi senza troppi affanni il vantaggio. Tra gli aspetti che caratterizzano la Spal in questa stagione, e in maniera particolare nell'ultimo periodo, c'è la tenuta della difesa: sole undici reti totali incassate, una sola, subita a Lucca, nelle ultime sei gare dopo il 3-3 di Arezzo. Spesso si è pensato che Cottafava fosse l'unico pilastro insostituibile di questa squadra: senza nulla togliere al centrale che tanto sta dando alla causa spallina, va sottolineato lo straordinario rendimento di Giani che, al centro della difesa, sta dirigendo in maniera impeccabile il reparto. Se poi Ceccaroni si sta confermando su ottimi livelli e Gasparetto dà il suo contributo di esperienza e forza fisica, il gioco è fatto.
E se non si prende mai gol e davanti prima o poi la rete si realizza sempre, l'equazione non può che portare alla vittoria. Dopo la sconfitta interna contro il Pisa del 23 novembre, la formazione di mister Semplici ha inanellato sei vittorie e tre pareggi. E c'è tanto di mister Semplici e del suo staff in questo cammino: i cori indirizzati al suo nome da parte della Curva stanno diventando una piacevole consuetudine alla fine di ogni partita. C'è da augurarsi che, presto e bene, si possa mettere nero su bianco il rinnovo tra società e tecnico e che non ci siano problemi su questo. Un Semplici che lunedì sera ha anche azzardato: senza avere fatto troppe prove nella settimana di allenamento ha schierato una formazione iniziale con Grassi seconda punta e Finotto in avanti con lui. Sensazione è che per mettere nelle migliori condizioni Grassi gli servano punti di riferimento intorno con i quali potere dialogare e scambiare nello stretto, mentre Finotto spesso gli era troppo lontano. Il mister lavorerà anche su questo, su come inserire il nuovo arrivo di gennaio nell'orchestra spallina nel migliore dei modi con la consapevolezza che le vittorie facilitano ogni percorso. E, a proposito di nuovi, va sottolineato come Schiavon non sia ancora al meglio: se però poi entra Spighi e ha un impatto così determinante si capisce quante risorse abbia questa Spal, quanto valore ci sia in un gruppo che non ha solamente undici titolari. Indiscutibilmente prezioso anche il contributo che potrà dare Gentile - giusta e meritata l'ovazione dello stadio al suo ingresso dopo l'intervento al ginocchio - rilanciato nella mischia nel momento più delicato della gara.
Serata quindi fantastica con tanti bambini presenti che probabilmente avranno voglia di tornare, il mega-bandierone collocato in gradinata, l'esibizione degli sbandieratori del Palio e la straordinaria coreografia della Curva Ovest. Ora non bisogna volare troppo alti: si è data di certo una bella spallata agli avversari, c'è un bel margine in classifica e si è infranto il tabù della vittoria in diretta Raisport che durava dal 2012. Ma alle porte c'è già la dura gara al “Fattori” de L'Aquila. Questa Spal sta facendo la storia e la storia va scritta fino alla fine. Di tabù se ne stanno superando tanti, ora bisogna proseguire per infrangere quello “innominabile” e per accedere nella categoria che a Ferrara manca dal 1992-1993.
Andrea Tebaldi
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