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«La Copparese crede nei playout»

«La Copparese crede nei playout»

Eccellenza. Molossi ammette le difficoltà, ma punta sulla forza del gruppo

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COPPARO. La classifica non esalta, tutt’altro. La situazione complessiva farebbe ragionare su temi funebri. Ma nessuno ha ancora intenzione di mollare. Abbiamo chiesto al centrocampista Attilio Molossi di parlarci del momento della Copparese, e lui lo ha fatto con l’intellettuale e solido giudizio critico di chi ci mette la faccia e non si nasconde.

«La situazione - esordisce - è sotto gli occhi di tutti. Non stiamo andando bene e sta calando anche il tempo che ci rimane per raggiungere i nostri obiettivi. Ma nessuno è ancora rassegnato. Noi, almeno ai play out, vogliamo arrivarci».

Poi, aggiunge: «È stata un’annata particolare, in cui abbiamo buttato via troppi punti, molte cose non sono andate per il verso giusto e le direzioni di gara non ci hanno certo dato una mano. Ma noi siamo in questa situazione soprattutto per i punti buttati. Quando sei una squadra giovane, e la nostra lo è, gli errori si commettono, è fisiologico. Noi li abbiamo commessi e li abbiamo pagati: tutti, senza esclusione. Vittorie o pareggi che sono sfumati per errori al momento decisivo, alla fine si fanno sentire».

La Copparese appare nel mirino degli arbitri: «Può essere vero, ma non è questo che conta. La nostra è sempre stata una squadre che raggiungeva i risultati grazie all’impegno, alla “fame”, alla voglia di ottenere punti anche in situazioni difficili. Per quanto si possa anche parlare di arbitraggi sfavorevoli, e ci sono diversi casi di cui parlare, dobbiamo evitare la ricerca di alibi. In molti casi abbiamo commesso noi errori, individuali o meno, e abbiamo perso terreno. Comunque, abbiamo parlato, abbiamo cercato di crescere. Non è tempo per gli alibi, non lo è mai. Abbiamo commesso degli errori? Abbiamo delle colpe? Sì. È vero. Ne siamo consapevoli. Ne abbiamo preso atto. Ora si tratta di dare il massimo per raggiungere i play out, consapevoli non solo delle nostre difficoltà, ma anche del fatto che il gruppo c’è, ed è un punto di partenza. Ci rimane poco tempo: teniamone conto e sfruttiamolo».

Alessandro Bassi

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