Spal, a L'Aquila punto prezioso
Biancazzurri eroici, muovono la classifica nonostante siano rimasti in dieci per oltre un'ora
L'AQUILA. L'assenza del trainer Leonardo Semplici, ai funerali del padre. Le disastrose condizioni del terreno di gioco. L'espulsione di Giani ed una gara da giocare in dieci dal 28'. Misceliamo il tutto e si capiscono le difficoltà incontrate dalla Spal ieri in Abruzzo. Difficoltà che i biancazzurri hanno però circumnavigato con personalità, solidità, carattere, mosse azzeccate laddove una volta in dieci mister Consumi non ha tolto una punta per un difensore. Il pareggio è preziosissimo, importante, pesante. E sottolinea le doti, anche morali, della capolista.
Apprezzabile l'inizio degli spallini, propositivi e di personalità. Al 10' ottima iniziativa di Beghetto e cross da sinistra che attraversa tutto lo specchio dell'area piccola senza che nessuno intervenga. Un minuto dopo è il portiere aquilano Scotti a dover uscire con coraggio per anticipare di un nulla Finotto. La Spal cerca di sfondare lateralmente, il centro è intasato. Al 20' perfetta combinazione Spighi-Lazzari con quest'ultimo che entra in area a destra e crossa radente dal fondo: altra palla interessantissima, ma ancora una volta nessuno è all'appuntamento. Peccato.
Oltretutto, una partita in totale controllo (nonostante le buone capacità dell'Aquila) si complica terribilmente al 28' quando capitan Giani si fa espellere dopo essere incespicato sul pallone (forse a causa di un rimbalzo fasullo sul pessimo fondo del "Fattori") ed esserselo fatto soffiare da Perna; il conseguente placcaggio sul centravanti, per impedirgli di involarsi verso Branduani, costa il rosso diretto. Ne seguono alcuni minuti di sofferenza in cui la Spal cerca di riorganizzarsi con un 4-3-2 (linea difensiva Lazzari-Gasparetto-Ceccaroni-Beghetto). I biancazzurri però perdono molti palloni (vedi Castagnetti al 33') esponendosi ai colpi locali. I quali si rendono veramente pericolosi solo al 42' grazie ad un'invenzione di Sandomenico, che dribbla Lazzari in un fazzoletto e poi lascia partire un violento sinistro, con il pallone che esce di nulla grazie alla provvidenziale deviazione di Gasparetto.
Il secondo tempo inizia con Gentile al posto di Schiavon. Nell'assetto cambia nulla. La mossa manda due messaggi: "rimanda" Schiavon, ed al contempo dice che i biancazzurri non si vogliono ritrarre, non intendono giocare solo per lo 0-0. C'è però da resistere. Al 7' il sinistro di Sandomenico impegna Branduani. Ed il portiere deve ripetersi, ma con un coefficiente di difficoltà superiore, al 16' per deviare in angolo la sberla rasoterra di Bensaja, da fuori. Al 20' prodigiosa chiusura di Gasparetto che ci mette unapezza sul tocco in mezzo di Ceccarelli avvantaggiato dallo scivolone di Beghetto. Quest'ultimo viene sostituito al 26' da Cottafava che va al centro della difesa, con Ceccaroni che si sposta a sinistra.
Tutto ciò poco dopo la miglior occasione spallina, vanificata da Zigoni che - dopo aver approfittato di un errore di Cosentini - cerca un dribbling a rientrare di troppo, in area, anziché tirare di sinistro. L'atteggiamento spallino è globalmente lodevolissimo, ma la squadra perde gratuitamente troppi palloni.
Così al 35' ancora Branduani deve volare per mettere in corner una nuova botta di Bensaja: la difesa biancazzurra concede solo tiri da fuori. Clamorosa poi, al 40' la mancata espulsione di Sandomenico, reo di aver colpito Gentile con un pugno: l'arbitro lascia correre. La Spal in contropiede con una grande azione di Ceccaroni e lancio per Finotto, appena appena lungo. Brivido al 43' per il colpo di testa di Perna, ma Branduani blocca. La Spal resiste, come su un'immaginaria linea del Piave, e porta a casa un punto di carattere. Punto importantissimo.
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