Schiavon non deve essere un “caso” Serve pazienza
FERRARA. La sostituzione di Eros Schiavon nell’intervallo di Aquila-Spal ha fatto un po’ di rumore. Perchè il cambio - giunto così rapidamente - è parso, se non una bocciatura in senso stretto, un...
FERRARA. La sostituzione di Eros Schiavon nell’intervallo di Aquila-Spal ha fatto un po’ di rumore. Perchè il cambio - giunto così rapidamente - è parso, se non una bocciatura in senso stretto, un segnale (dopo altri meno perentori ma esistenti)molto chiaro.
Che il centrocampista sia in ritardo di condizione, di forma, è evidente. Schiavon, dopo sei gare in cui è partito sempre titolare, non ha ancora (ri)trovato la pienezza del suo calcio. Ma la cosa poteva anche essere messa in previsione. L’ex Avellino non giocava una gara dalla conclusione dello scorso campionato. Certo, si è sempre allenato (con la Spal da settembre, dopo la rescissione con gli irpini), ma tanti mesi senza impegni agonistici ufficiali lasciano sempre una traccia, in chiunque. Per riacquisire ritmo, misure, tenuta, precisione, serve tempo. Inoltre, la sensazione a volte è che Schiavon voglia un po’ strafare e diventi frenetico, perdendo quel pizzico di necessaria lucidità. Non è il caso, Eros non deve dimostrare niente a nessuno, tutti conosciamo il suo valore: non senta pressione, le sue qualità non tarderanno ad essere ribadite.
Oltretutto, le circostanze attenuanti non mancano. Tutto il centrocampo spallino, a L’Aquila, si è trovato non al top, specialmente quando la squadra è rimasta in dieci. Eloquente il fatto che sia Castagnetti che Schiavon avessero iniziato bene per poi calare.
Insomma, riteniamo che non si debba creare un “caso” Schiavon. Sia perchè non esiste, sia perchè la Spal ha bisogno di uno dei suoi migliori interpreti. Serve solo un po’ di pazienza. Resta da vedere in che misura verrà accordata.
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