Spal, una difesa di ferro 4 gare di fila senza gol
E nelle ultime sei partite i biancazzurri hanno incassato solo una rete Reparto e gruppo solidi. Gasparetto sempre più leader, Ceccaroni è il futuro
FERRARA. La partita di sabato a L’Aquila ha ribadito un’evidenza: la difesa della Spal è fortissima. O la fase difensiva, se si preferisce.
La meno perforata
La squadra biancazzurra può vantare un record degno di nota: è la meno battuta di tutti i tre gironi della Lega Pro. Ha infatti incassato appena 11 gol in 22 partite. Una performance da sottolineare, amplificata dal rendimento in questo inizio di 2016. La Spal ha giocato 6 gare ed ha subìto la miseria di 1 gol, a Lucca. Per il resto la porta è rimasta inviolata a Pontedera col Tuttocuoio, con il Rimini, a Pistoia, con il Pontedera e appunto a L’Aquila. Altro particolare: sono ormai 4 gli incontri consecutivi che hanno visto i biancazzurri terminare imbattuti.
La Spal dà la sensazione di essere un blocco granitico. La solidità è il suo marchio di fabbrica. Merito di equilibri collettivi collaudatissimi e funzionanti. I biancazzurri difendono da squadra, non affidandosi solo ad un reparto arretrato che ha raggiunto vette di eccellenza nel suo rendimento, quali che siano gli interpreti. Giova infatti ricordare che la Spal ha dovuto fare a meno del portiere titolare Branduani a Lucca (ma Contini è una sicurezza); che Silvestri nel 2016 non è ancora stato utilizzato, che Cottafava - a sua volta per le conseguenze di un infortunio - si è dovuto accontentare di qualche scampolo, che Mora a L’Aquila era fuori per squalifica. Ma chiunque venga chiamato in causa è un affidabilissimo titolare a tutti gli effetti.
Duttilità tattica
Al contempo vanno sottolineate anche la maturità e l’eclettismo della Spal. La squadra sa adattarsi a qualsiasi spartito. Se la difesa “a cinque” rimane la base su cui poggiare con totale tranquillità, ormai i biancazzurri sanno attuare anche altri moduli. La vittoria di Pistoia è stata ottenuta dopo il passaggio al 3-4-1-2. Ed il pareggio di sabato a L’Aquila ha visto la Spal schierarsi con la linea difensiva “a quattro” dall’espulsione di Giani (perno centrale della retroguardia “a cinque”) fino al termine, senza che ciò abbia minimamente creato squilibri, o difficoltà, o errori clamorosi. Un segnale importantissimo.
Singoli di alto livello
In tale contesto non si può non sottolineare la grande prestazione fornita in Abruzzo da Daniele Gasparetto. Sempre più autoritario, sempre più leader, perfettamente a suo agio sia “a cinque” che “a quattro”, mai in difficoltà nemmeno quando Sandomenico (che ha ben altro compasso) ha agito nella sua zona, cercando l’uno contro uno. Gasparetto ha dominato a terra ed in aria, ha raggiunto un’elevata costanza di rendimento, merita un apprezzamento su tutta la linea.
Al suo fianco, Pietro Ceccaroni (il più giovane in campo) ha dato una nuova dimostrazione delle sue capacità. A volte tende forse a voler “uscire” rischiando di complicarsi un po’ la vita, ma che sicurezza, che tranquillità, che facilità di interventi e di movimenti. E che sicurezza in fase puramente difensiva, nelle chiusure. E che personalità e qualità tecnica, come quando nel finale è partito in dribbling, in progressione, per poi lanciare lungo a pescare Finotto, con l’invito appena appena impreciso (o forse era Finotto ad essere ormai stremato). Il futuro gli appartiene, basta che non perda la bussola dell’umiltà. Ma a naso non crediamo proprio che corra tale pericolo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
