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Tramec non dura senza Contento

Tramec non dura senza Contento

Serie B. Cento rivede gli spettri delle rimonte altrui: priva del bomber è Benfatto-dipendente

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CENTO. Prosegue il momento no della Tramec: clamorosa sconfitta interna sabato sera contro Valsesia dopo aver comandato per tutta la partita, senza però mai sferrare il colpo del ko. Non una Tramec da spettacolo ma comunque sempre o quasi con vantaggio in doppia cifra. Decisivo un parzialone di 19-2 subito in 5' nell'ultimo periodo per buttare due punti che a metà partita parevano scontati, ma di scontato non c'è niente. La Tramec ha smesso di giocare, commesso troppi errori e subìto impietosamente i fendenti dalla distsnza di Santarossa e Tommasini, abili nello sfruttare la loro atipicità di mezzi lunghi; talmente abili da prendersi tanti secondi tiri e tanti rimbalzi, troppi contro i colossi biancorossi Sconcertante la gestione degli ultimi minuti quando il risultato era ancora in bilico dopo il recupero degli ospiti. Fatali gli errori dalla lunetta e le scelte di tiro fatte. Troppo morbida la difesa sugli esterni che hanno colpito con precisione; è stato un vero suicidio collettivo, ci sta la scusante della stanchezza (non c'era Contento e minutaggio alla mano si è giocato praticamente in 6), ci sta la scusante realativa a “qualche” svista arbitrale, ma non basta; come non basta l'assenza dal campo per 6' di Fontecchio per un taglio all'arcata sopracciliare.

Ci deve essere dell'altro. Si è avuta come l'impressione di un ritorno alle origini, il ritorno di una squadra vittima delle sue paure rimontata dall'avversario; è successo a Rimini dove i punti di vantaggio rimontati sono stati 15; è successo sabato dove sul più 18 a 9' dalla fine la partita sembrava finita. È prematuro parlare di crisi (in fondo un calo anche fisico dopo lo sforzo di 9 vitttorie consecutive ci può stare), ma qualcosa non va.

«Abbiamo buttato via la partita- esclama a freddo Giordani - ci gira anche male, sabato si sono verificate tutte in fila una serie di coincidenze alla fine determinanti: dall'uscita dal campo di Fontecchio ai canestri impossibili da tre punti subìti; poi i liberi sbagliati proprio alla fine; 6 punti ci sono stati tolti, mi riferisco a tre canestri annullati; erano tutti regolari. Insomma non ci gira bene, più della rimonta subita mi infastidisce la pessima gestione avuta nel finale, con tante scelte sbagliate costate carissimo. Siamo mancati in attacco, troppo prevedibili; siamo sempre o quasi andati da Benfa perché senza Contento non siamo in grado di iniziare il nostro gioco creando qualcosa con gli esterni, solo che così facendo rischiamo di diventare monocordi; se Brighi non ci dà una mano a creare facciamo fatica».

Giordani spiega come la Tramec avrebbe dovuto giocare l'ultima azione a 22" dalla sirena: «La palla doveva partire da Demartini per arrivare a Caroldi che doveva giocare pick and roll con Andreaus: non abbiamo fatto niente di tutto ciò. Da questa cosa ho imparato chi alla fine può stare in campo per giocarsi il tiro della vittoria e chi no». Si sono salvati Caroldi (il migliore, l'ultima palla doveva essere sua) e Fontecchio. Benfatto ha fatto quello che ha voluto nel primo tempo e preso una marea di falli (12), mentre in difesa ha sofferto i mezzi lunghi ospiti ma non è pensabile che esca a difendere oltre il perimetro. Rivedibile il finale; sta litigando troppo con i liberi (sabato 6 su 11, errori pesantissimi), obbligato e impreciso l'ultimo tiro fermato dal ferro: «Benfa ha fatto una buona partita, peccato per i liberi ma in campo cosa posso chiedergli in più? In difesa tutti abbiamo subito il miss-match degli esterni, loro facendo partire il gioco lontano da canestro ci hanno costantemente creato problemi, abbiamo fatto fatica. Io non credo che questa sconfitta e quella di Rimini siano simili. No, nessuna crisi e nessun timore dell'avversario, e poi attenzione non siamo l'Armata rossa».

Niente è compromesso; i play off sono ipotecati, un posto d'élite tra le quattro tutto da guadagnare: «Se vogliamo arrivate nelle tre non possiamo più fare regali. Ora iniziano le finali, la volata è già partita». E mercoledì si va a Forlì.

Simone Gagliardi

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