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Verona è Cortese e la Bondi trionfa

di Marco Nagliati
Verona è Cortese e la Bondi trionfa

L’ala sbaglia la tripla decisiva: gli estensi gladiatori felici

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FERRARA. Per dieci minuti si gioca alla rovescia: attacchi frizzanti, mani precise. Punteggio alto. Poi, questa sfida così attesa, raggiunge il livello di intensità pronosticato alla vigilia: reticolati, difese asfissianti, gomiti appuntiti. Verona gioca così, perché coach Crespi è il gran visir di un basket in cui ogni azione è una spremuta di fatica. A maggior ragione adesso, privo di Boscagin e Spanghero. La Bondi, ed è questo lo “spot” più bello che pubblicizza il lavoro di Morea e dei suoi giocatori, adesso però si adatta a tutto: gioco “allegro” e spensierato? Ci sta: corre e segna. Basket da sudore e lacrime? Si adegua e risponde colpo su colpo. E ieri, dopo averne perse tante sull’ultima azione, stavolta Ferrara l’ha portata a casa. Nell’episodio decisivo deve ringraziare Riccardo Cortese, centese figlio d’arte: l’ala gialloblù, mentre scocca l’ultimo secondo, manda sul ferro la tripla della vittoria. Ironia della sorte: tre settimane fa era stato offerto alla Bondi.

Se nell’epilogo un sospiro lo fa tirare Cortese, nel quadro globale gli estensi devono compiacersi di se stessi. Perché man mano che si alzava il volume del match, ogni singolo biancazzurro è cresciuto masticando e digerendo spigoli ed insenature. Dunque, primo quarto quasi fuori contesto: Verona implacabile da tre (4/4) e Rice che fa attraversare un roseto pieno di spine a Rush. Il leader della Bondi lo bracca, l’Usa di Verona segna come niente fosse. Dopo 6’, preoccupante, Ferrara subisce psicologicamente la fisicità scagligera: perde robustezza mentale. Viene soverchiata anche a rimbalzo. E la Tezenis allunga sul “+14” (13-27) al 10’, poi conserva la doppia cifra (20-32 al 15’) con 7 punti filati di Chikoko. È qui, che avviene la trasformazione Erculea: Brkic finalmente buca da sotto l’area veronese che pareva Fort Knox, poi infila da tre. Ecco, se non segni da fuori come aprire la scatola Tezenis? Okay, l’attacco. Ma, soprattutto, la difesa. Dopo 17’ Henderson si sveglia dal torpore e mette e referto due punti. Soprattutto diventa una presenza in area: tiene l’uno contro uno e arpiona rimbalzi su rimbalzi. Soloperto cancella un avvio barcollante e si fa muro. Rush ora anticipa Rice e non gli permette ricezioni comode. I piccoli stanno bassi sulle gambe: Guarino, tra sfondi e recuperi, sembra ovunque. Morale: nei 10’ che portano al 20’, la Tezenis segna 2 punti appena (30-34). Bucci aveva mandato tutti al riposo con una tripla, riapre ancora da tre. Henderson lo segue: primo vantaggio Bondi al 3’ (36-34). Se Rice toglie a Bucci le uscite a “ricciolo” e gli nega il jump frontale, la guardia di casa penetra e scarica oppure va alla conclusione dai 5 metri.

Dal 25’ (38-36) ogni azione è assalto a reticolati e trincea. Serve la tattica della formichina: pazienza. E garra, per la miseria. E la Bondi c’è. Assume il controllo dei rimbalzi, arriva sulle seconde palle (43-44 al 30’). Losi sta su Rice quando Rush rifiata in panca e lo contiene; Guarino legge la difesa a zona e non forza; Soloperto non arretra (i suoi 4 punti sono ossigeno). Poi ci sono gli acuti dei diamanti: Brkic, Bucci, Rush... Poi Handerson prende tutti i palloni che passano. La Bondi tiene dietro, insacca quello che serve: 51-50 al 35’. Al 38’ massimo vantaggio locale (55-50). Ricci, fin lì nullo, mette la tripla. E ti pareva... Ferrara non sbanda: persa di Brkic, ma sfondo che subisce Guarino. Si vince dietro, claro. Eppure Guarino è strepitoso davanti: due canestri mortali per Verona (59-54), mentre Cortese sbaglia un libero su due. A 50” dalla fine Rice da tre (59-57). Uff... Guarino sul ferro da tre (9” all’epilogo), lo imita Cortese. Il Pala Hilton Pharma si meritava questa gioia. Il sogno playoff continua.

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