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Argentana: Simeoni verso l’addio

Argentana: Simeoni verso l’addio

Panchina bollente in Eccellenza, Marchini è il candidato unico per la sostituzione

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ARGENTA. L'Argentana vuole una scossa. Ieri sera, come quasi tutti i lunedì, i granata hanno fatto il punto della situazione nel consueto vertice societario. Non dovrebbero esserci molti dubbi sull'avvicendamento in panchina, con l’esonero di Daniele Simeoni e la nomina di Davide Marchini. L'ex serie A, infatti, ha conseguito lo scorso anno il patentino di allenatore Uefa B e sta già allenando con successo la Juniores dell'Argentana.

«C'è sconforto, dispiacere, ci sono tanti sentimenti negativi nel nostro ambiente - dice il presidente Eugenio Bruschi -: è la verità, non ci possiamo nascondere. Non c'è rassegnazione, la società cercherà di fare tutti i passi possibili per correggere il tiro. Quest'anno abbiamo sbagliato tanto, mi metto in prima persona, anche nelle scelte di mercato. Abbiamo sbagliato in estate e pure a dicembre, adesso speriamo di mettere una pezza. È ovvio che l'argomento del giorno, nella riunione societaria, sarà il possibile cambio di allenatore. Cerchiamo di far quadrato e veder di prendere la decisione migliore possibile».

Tutti gli indizi portano al centrocampista granata Davide Marchini:

«È l'unico papabile - dice Bruschi -. In questo momento si cerca di fare le cose in casa, di andare a prendere un mister libero e lontano dal nostro ambiente non se ne parla. Ad una decina di giornate dalla fine sarebbe un salto nel vuoto. Invece, Marchini dà già un certo tipo di garanzie, in due settimane di lavoro con la Juniores ha cambiato volto alla squadra, i ragazzi stanno ritrovando l'entusiasmo. Ne sono un esempio le due vittorie di fila con Portuense e Castenaso che erano messe meglio di noi in classifica, mentre prima venivamo da una serie di risultati negativi, non solo a livello di punteggio ma anche di gioco. Marchini ha dimostrato di saper trattare con i ragazzi, di essere schietto e di saper correggere i loro errori dal punto di vista calcistico. È il più papabile per poter dirigere la prima squadra, tra l'altro lui conosce tutti i giocatori e riteniamo che facendo le cose in casa si possa riprendere la marcia interrotta da un mese e mezzo a questa parte. Ripeto, non riesco a capire i motivi per cui il cammino si sia complicato e perché prendiamo tre gol a partita. Anche la partita di domenica scorsa ha dell'incredibile: non si può perdere contro squadre così. La nostra rosa ha delle qualità che devono essere superiori a certe formazioni. E non si può pensare sempre di concedere tante reti agli altri e di farne sempre una in più, sarebbe qualcosa di utopistico».

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