Spal, mister Semplici e i suoi “fratelli”
Il tecnico al comando come i conterranei in serie A. E i biancazzurri adesso sperano di rinverdire i fasti di Caciagli
FERRARA. C’è una curiosità. Un’annotazione forse non solo statistica: gli allenatori toscani dominano lo scenario del calcio italiano.
Max Allegri, livornese, ex trainer della Spal (e pensare che all’epoca qualcuno lo sbeffeggiava...), ha completato la sua magnifica rimonta alla guida della Juventus e comanda la serie A. Appena dietro di lui, fresco di sorpasso subìto, Maurizio Sarri, anagraficamente nato a Napoli ma toscano al mille per mille (di Figline Valdarno), avversario della Spal in tempi non remoti ed ora tecnico di un Napoli spesso ammaliante. In quarta posizione Luciano Spalletti, rivitalizzatore della Roma ed a sua volta antico e fiero rivale della Spal come giocatore (Spezia, Empoli) e poi come allenatore (dello stesso Empoli), grande comunicatore, approccio facile («Io sono tuo amico, e tu sei mio amico...»).
In tale quadro si inserisce alla grandissima Leonardo Semplici, mister della Spal. I suoi conterranei stanno dando l’impronta del Granducato alla serie A, lui sta dominando la Lega Pro alimentando il sogno del popolo biancazzurro che dopo 23 anni di miserie sta tornando a sperare - a credere - nella serie B. La strada è lunga, la via è giusta. Dopo la quinta di ritorno la Spal fa da lepre con 7 punti di vantaggio sul Pisa. Un margine da difendere (da accrescere? Se possibile, senza che sia un’ossessione) nelle restanti 12 gare (36 punti in palio).
Semplici, con i suoi ora più celebri colleghi ha in comune non solo le radici geografiche ma anche il curriculum: tutti hanno masticato il pane del calcio di periferia. Che sia di auspicio per il timoniere biancazzurro, cui sorride anche un celebre precedente. Storicamente alla Spal hanno sempre fallito gli allenatori lombardi, mentre alcuni dei più grandi trionfi sono stati firmati dal sor Mario Caciagli, fiorentino come lo è Semplici, ed eternamente nella storia biancazzurra per le promozioni in serie B del 72/73 e del 77/78, oltre che per qualche annata in cadetteria condita da un gioco scintillante.
Scuola e ricorsi storici, però, non sono argomenti sufficienti per vincere un campionato. Il parallelo con gli allenatori toscani che hanno messo un timbro sulla A, e quello con Caciagli, sono il tratto di colore di questa storia. Poi c’è la sostanza, e quella è rappresentata dal lavoro che Semplici e la Spal tutta stanno portando avanti con mano sicura, con competenza, con merito. In attesa di poter firmare con la lettera giusta il finale di questa stagione finora magnifica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
