Niagara in super emergenza, ma la reazione vale tre punti
Al problema centrali si aggiunge subito l’infortunio al regista Govoni. La squadra tiene duro, rimonta e con Fontana cecchino in battuta espugna Roma 1-3
ROMA. Rocambolesca, piena d’insidie e colpi di scena, ma vittoriosa. La trasferta romana della Niagara porta tre punti in classifica, grazie al successo in quattro set ottenuto dalla squadra di coach Marco Martinelli. Ma, dietro all’1-3 finale c’è di tutto e di più. E si può ben dire che la Niagara sia stata più forte dell’avversario, delle traversie annunciate e di quelle occorse durante il match.
L’emergenza centrali era in parte nota e in parte annunciata. Fuori Boscolo, sebbene abbia ricominciato ad allenarsi, definitivamente out Bragatto, che mercoledì è stato operato alla Clinica della mano, Policlinico Modena (frattura alla prima falange del mignolo), con l’intervento pienamente riuscito ma uno stop di 40 giorni almeno ad attenderlo. Poi l’incognita Bernard, diventato papà nottetempo e che ha raggiunto i compagni di squadra a Roma solo pochi minuti prima dell’inizio del match: il capitano è sceso regolarmente in campo, evitando a coach Martinelli di sostituirlo in prima persona, ovvero di cambiare assetto alla squadra. Emergenza? Sì, lo era, sebbene al cospetto di una formazione giovane e che sin qui ha raccolto ben poco. L’emergenza, poi, si è aggravata: dopo pochi scambi, il regista Govoni ha preso una pallonata in un occhio e non ha più potuto rientrare.
Quest’ultimo infortunio (accertamenti oculistici da approfondire) ha rischiato di compromettere l’esito del match: coach Martinelli ha subito predisposto il doppio cambio alzatore-opposto, ma non c’è stato modo di far rientrare “Pippo” in palleggio. Fatto sta che lo sbandamento iniziale c’è stato: 8-2 per la Pol. Roma 7 e parziale ampiamente compromesso. La Niagara, complice anche un campo di gioco non ideale, ci ha messo un po’ a rimettersi in carreggiata e il parziale ser n’è andato (16-9 e chiusura 25-15). Dopo il cambio campo, con Balestrazzi stabilmente in regia, la musica è però cambiata. Sarà la battuta l’arma in più dei granata, che già in avvio di secondo set usano quest’arma per mettere in naso avanti (6-8). I padroni di casa non stanno a guardare, il match scivola sui binari dell’equilibrio (16-15), ma l’allungo vincente è della squadra ospite (22-25), Pareggiato il conto dei set, ritrovato assetto e fiducia, appoggiandosi anche sull’esperienza di Fontana e sulla sua vena al servizio (5 suoi ace consecutivi hanno inaugurato il quarto set), la Niagara non ha più perso il controllo delle operazioni: 19-25 il terzo parziale (con time out tecnici a 6-8 e 14-16), 21-25 il quarto (6-8, 15-16), per tre punti voluti, sudati e meritati.
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