Trieste, l’agonismo spinto per frenare la Bondi
Oggi alle 18 faccia a faccia tra due formazioni dall’opposta filosofia di gioco
FERRARA. Una pennellata dopo l’altra, il quadro sta prendendo forma. E dopo aver tracciato i contorni ora la Bondi deve stendere sulla tela le tinte più vivide, quelle che daranno carattere e senso all’opera. Dopo mesi difficili, Ferrara sembra davvero libera, spensierata ed ispirata. Ma soprattutto ha in mano la tavolozza di colori giusta per dipingere un capolavoro, che si può anche chiamare sogno: cercare cercare di agguantare il pass per i play off. Il momento è quello buono per provarci. E il mese di febbraio, si sapeva, è quello giusto per tentare l’assalto. Per ora le cinque vittorie in sei gare hanno tenuto vive le speranze della Bondi. Ma siccome la concorrenza è tanta e il campionato è davvero combattuto, la corsa deve continuare.
Ecco perché la gara di oggi (semaforo verde alle 18.30 al Pala Hilton Pharma) ha un peso specifico molto alto. Al pari, se non di più, delle ultime. L’Alma Trieste ha gli stessi punti in classifica della Bondi e sta cercando, come tutte le altre squadre, di non perdere troppo terreno rispetto alla zona playoff. Insomma, quello di oggi sarà un vero e proprio scontro diretto. E’ da tempo che le sfide tra Trieste e Ferrara sono dense di agonismo. Lo sono state quelle dei playoff dell’anno scorso. Lo è stata la gara di andata vinta dai triestini 87-76 al temine di quaranta minuti accesi, che sono costati pure la caviglia ad Ibarra. E poi, non si può certo negare, che il modo di giocare di Trieste vada spesso sopra le righe e faccia dell’agonismo spinto al massimo un vero e proprio fattore.
Ecco perché la Bondi ha come strategia quella di non snaturarsi. Di non perdere i propri punti di riferimento sia tecnici che tattici. Nelle ultime gare Ferrara ha dimostrato di aver raggiunto un equilibrio e una solidità mentale eccellenti. La panchina più lunga, la migliorata attitudine difensiva, la capacità di gestire i ritmi che la Bondi ha maturato negli ultimi tempi gli hanno dato modo di controllare e vincere partite difficili. E Ferrara dovrà cercare di mantenere la propria identità anche contro una squadra che fa dell’elevato ritmo di gioco e dell’aggressività il proprio credo.
Rispetto all’andata, Trieste ha sostituito Zahariev con la guardia Roberto Nelson. Già visto a Brescia, l’americano di Santa Barbara ha giocato cinque partite con la squadra di Dalmasson e sta viaggiando a dieci punti di media a partita. Per il resto, oltre alla crescita del giovane Baldasso, i punti di forza dei biancorossi sono l’altro Usa Parks (16 punti e 9 rimbalzi), il play Pecile, Landi, Bossi, Prandin e l’ex Vincenzo Pipitone.
Ferrara, dopo le ultime vittorie, sta viaggiando sulle ali dell’entusiasmo. Finalmente, dopo mesi di lavoro, la squadra allenata da Morea sta raccogliendo frutti importanti. Soprattutto ha dimostrato di avere una propria identità. Che viene da spiccate doti offensive, ma ora anche da buona attitudine difensiva. Perché se tiratori di razza come Losi e Bucci non si scoprono certo ora, è la capacità di difendere il proprio canestro di tutto il gruppo che è il fattore che ha permesso il salto di qualità alla Bondi. Se a questo poi aggiungiamo la multidimensionalità di un settore lunghi ben assortito e le doti di quello che resta uno dei migliori americani del torneo (Rush), ecco che il mix è completo. Insomma, i colori per dipingere un quadro affascinanti ci sono tutti. E le vittorie contro squadre ostiche come Trieste contano il doppio.
Mauro Cavina
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