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La Spal brilla e calpesta il Prato

di Paolo Negri
La Spal brilla e calpesta il Prato

Calcio Lega Pro. Scintillante prestazione dei biancazzurri trascinati da Grassi e Cellini

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FERRARA. Una Spal scintillante, bella ed efficace, illuminata dalla classe di Grassi e Cellini e spinta dalla forza del collettivo, calpesta il Prato e si riporta a +7 sul Pisa. Una grande risposta, la migliore possibile, alla risicata, sofferta, immeritata affermazione dei nerazzurri sabato col Tuttocuoio. Applausi scroscianti per la squadra di mister Semplici, e la conferma - ammesso ve ne fosse bisogno - che la qualità tecnica è il primo requisito per giocare bene a calcio.

Spal in campo con la formazione annunciata: in difesa rientro di Cottafava al posto dello squalificato Giani, Schiavon e Grassi preferiti a Spighi e Di Quinzio, Cellini partner offensivo di Finotto. A dettare il modulo è la posizione di Grassi: mezz'ala sinistra in fase difensiva, per il 5-3-2; libero di accentrarsi e agire dietro le punte - o inserirsi alla conclusione - per il 3-4-1-2 come variazione sul tema d'attacco.

Biancazzurri subito arrembanti e vicinissimi al gol prima al 2' con Cellini (destro a lato da ottima posizione, dopo invito laterale di Lazzari) e poi al 4' quando Mora, sempre di destro, conclude alto sopra la traversa. La gara del Prato viene ulteriormente complicata dalla subitanea uscita per infortunio del suo uomo migliore, il giovane e talentuoso Capello, strappatosi al 10'. E nell'esatto istante in cui il suo sostituto - Gabbianelli - entra in campo, la Spal passa: il 16 ospite perde palla, lancio per Finotto che entra in area sul centro-sinistra, si destreggia e poi dà all'indietro per Mora che di destro scodella al centro, al limite dell'area piccola, dove il tempestivo inserimento di Grassi (appunto...) porta lo spallino a staccare con tempismo perfetto e ad anticipare il portiere Bardini per batterlo con un morbido colpo di testa. La Spal ha il merito di insistere. Ed il raddoppio giunge al 25'. Schiavon si guadagna una punizione dal limite, sul centro-destra del fronte offensivo; alla battuta va Grassi, che scarica un sinistro radente su cui Bardini smanaccia alla propria destra dove Gasparetto conclude sotto la traversa.

Cottafava al 29' si fa sorprendere alle spalle da Ogunseye ma Branduani - tempestivo e reattivo - ribatte alla grande. La risposta biancazzurra è immediata ed affidata allo spunto di Lazzari che mette in mezzo da destra e vede Cellini anticipato dal portiere. Al 37' manca poco che "venga giù" lo stadio, per merito dello spunto di Cellini che - ricevuto da Grassi - entra in area, si libera di due avversari con un doppio dribbling e manca solo l'ultimo tocco sull'uscita di Bardini.Tris vicino, allo scadere, con il colpo di testa di Castagnetti su cross di Grassi. Intervallo, ovazione per la Spal. Momenti di grande calcio, e il motivo è semplice: Grassi e Cellini sono di categoria superiore, insieme "fanno il disastro" (libera traduzione dal ferrarese...), si capiscono al volo e bonificano il gioco collettivo. La miglior Spal vista finora, cifra tecnica elevata.

Nella ripresa la messa è detta già al 2'. Il tris giunge sull'asse Grassi-Cellini (c'erano dubbi?): lancio del 10 per il centravanti che in area esplode il destro ed esalta la Ovest. Un piccolo rilassamento e Regolanti, con un tiro dalla distanza all'8', annota per il Prato siglando il 3-1. Poco dopo la replica di Finotto, che scotta i guanti di Bardini. Poi un magnifico movimento Finotto-Mora vede il cross rasoterra del laterale risultare troppo lungo di un soffio. Al 27' Grassi ci prova su punizione ed il portiere mette in angolo; dal corner, testa di Ceccaroni e poi di Zigoni, fuori di poco, ma non in molti notano la clamorosa trattenuta su Gasparetto. Poker comunque servito al 33'. Schiavon si procura la punizione, Grassi la batte - da destra - traiettoria deviata e palla sul secondo palo dove è appostato come di costume Cottafava che di destro scaraventa dentro. Un attimo dopo, Cellini si allunga appena il pallone, solo davanti a Bardini. Un festival, cui per poco non partecipa pure Silvestri. Finisce in apoteosi.

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